POZZUOLI – L’insegna della moschea di Licola Mare fu distrutta pochi giorni prima di Natale da un giovane immigrato, che poi si lanciò dal terzo piano di una vicina palazzina. A malapena sono leggibili la dedica ad “Allah il compassionevole” e il nome dell’associazione culturale che gestisce il centro di preghiera per musulmani. Qui predica l’Imam Alì che in un’intervista a “Cronaca Flegrea” definì quelli dell’ISIS «figli del diavolo». Da qui proveniva Alagie Touray, il 21enne del Gambia che aveva giurato fedeltà al califfo Al Baghdadi e all’ISIS, annunciando che avrebbe messo a segno un attacco terroristico schiantandosi con un’auto sulla folla. Touray dormiva a poche centinaia di metri dalla moschea, presso l’hotel Circe in via Sibilla, gestito dai Di Francia, famiglia di albergatori e ristoratori che a Licola hanno portato centinaia di immigrati nelle loro strutture ricettive trasformate in centri di accoglienza.

LA MOSCHEA – Nell’hotel sul mare nessuno ha voglia di parlare, gli ingressi sono sbarrati dalla presenza degli ospiti che dicono di non conoscere il presunto terrorista. Come la gente di Licola Mare. «Ce ne sono talmente tanti, specialmente il venerdì quando c’è la preghiera e la strada diventa la loro. La settimana scorsa vedemmo molti carabinieri in divisa e in borghese ma non immaginavamo che stessero arrestando un terrorista» racconta Mario. Dal 6 ottobre del 2010 la Moschea è diventata un punto di riferimento per gli immigrati del territorio, la maggior proviene da Pakistan, Bangladesh, Africa, ma ci sono anche tanti italiani.

CONVIVENZA – Il rapporto con gli italiani qui a Licola non è stato mai conflittuale. C’è diffidenza si, ma le due comunità riescono a convivere pacificamente come confermato dall’Imam Alì «Questa terra con noi è stata sempre ospitale come dimostra anche il rapporto territorio-immigrato che è altissimo». La stragrande maggioranza degli immigrati vive nella frazione che ricade nel comune di Giugliano, in uno scenario da post-bombardamento peggiore di quello che caratterizza l’altra parte, Licola di Pozzuoli, che ospita in maggioranza da italiani. Licola Mare è definita bronx, terra di spaccio di droga e delinquenza: da una parte ci sono famiglie e personaggi legati ai clan di Pozzuoli, dall’altra gruppi di extracomunitari, in prevalenza nigeriani che pochi giorni fa diedero vita a una violenta rissa a colpi di bottigliate. L’ennesima. E in questo contesto che Alagie Touray progettava una strage in nome di Allah e del Califfo.

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