POZZUOLI – In occasione della ventisettesima edizione delle Giornate FAI di Primavera anche a Pozzuoli, sabato 23 e domenica 24 marzo 2019, è possibile visitare tesori storici ed artistici. Sono quattro le tappe previste in città: Stadio Antonino Pio, Villa di Livia, Comprensorio Olivetti e Centro Tigem. Guide d’eccezione nei luoghi archeologici e al comprensorio Olivetti sono gli «apprendisti Ciceroni» provenienti dagli istituti della zona flegrea, e da Pozzuoli. Partecipano alle iniziative, in veste di guida turistica, gli studenti del 4° Pergolesi, dell’Annecchino, del Majorana, del Pitagora, del Tassinari e del Virgilio di Pozzuoli, del Gadda di Quarto e del Seneca di Bacoli. Mentre al Tigem saranno gli stessi ricercatori ad accompagnare il pubblico alla scoperta dell’importantissimo istituto Telethon di Genetica e Medicina.

LUOGHI E ORARI – Comprensorio Olivetti, una fabbrica vista mare: sabato dalle 9:30 alle 16 e domenica dalle 9:30 alle 14:30 – via Campi Flegrei, 34; Tigem: sabato dalle 9:30 alle 16 – via Campi Flegrei, 34; Stadio Antonino Pio: sabato e domenica dalle 9:30 alle 14 – via Campi Flegrei, 10; Villa di Livia: sabato e domenica dalle 9:30 alle 17 – via Campi Flegrei, 19/A.

DOPPIA LETTURA – «I nostri luoghi hanno un valore inestimabile e grazie all’impegno dei volontari FAI e delle delegazioni ancora una volta abbiamo proposto gli scrigni preziosi di Pozzuoli per le giornate di Primavera – ha affermato il sindaco Vincenzo Figliolia – Il territorio si offre in tutto il suo splendore. Non perdiamo quest’occasione per promuoverlo e scoprirlo. Quest’anno in particolare c’è una doppia lettura: da una parte il percorso archeologico, dall’altro quello storico attraverso la riscoperta di Adriano Olivetti, a cui dobbiamo molto per la sua lungimiranza imprenditoriale. Fu lui stesso a voler creare il polo a Pozzuoli, di fronte al golfo, affinché la bellezza del luogo fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. Con FAI si presenta anche un’altra importante occasione: entrare nei laboratori Tigem, fiore all’occhiello della nostra città, dove i ricercatori provenienti da tutto il mondo, guidati dal professor Andrea Ballabio, ogni giorno lavorano per trovare nuove cure».