NAPOLI – Diana non c’è più. Il suo cuoricino ha smesso di battere alcune ore fa. A portarla via per sempre è stata un’infezione polmonare. La bambina di sei anni era affetta da una grave malattia ematologica: un’aplasia midollare di grado severo. Il suo midollo non funzionava e non era in grado di produrre i tre elementi fondamentali del sangue: globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. Le cure non avevano dato alcun esito e i medici dell’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma avevano indicato la strada del trapianto di midollo come unica via di salvezza. Un “traguardo” che la piccola Diana non è riuscita a raggiungere. Stasera le sue condizioni di salute si sono aggravate e papà Michele e mamma Rossella hanno dovuto dire addio alla loro Didi. Il dramma per la famiglia Bisceglia è iniziato ad ottobre scorso quando sulle gambe della bambina sono comparsi alcuni edemi e sul viso delle petecchie, un chiaro risultato della riduzione del numero di piastrine. Da qui l’inizio di un calvario conclusosi nel modo più terribile.

IL DOLORE – A luglio i genitori, supportati dall’Admo, Associazione donatori di midollo osseo, hanno organizzato un presidio in piazzale Tecchio a Napoli. Una campagna di tipizzazione a cui hanno partecipato in centinaia per verificare, mediante un tampone salivare, la compatibilità. Il donatore compatibile, però, non è stato trovato. Nessun “supereroe” ha fatto in tempo a salvare la piccola Diana. «Da oggi il paradiso ha il più dolce degli angeli… Ciao guerriera mia, hai lottato fino alla fine, dandoci un grande esempio», è il messaggio d’addio che papà Michele ha rivolto alla sua bambina. Il destino infausto di Diana ha toccato il cuore di migliaia di persone che in queste ore si stanno stingendo intorno ai suoi genitori e alla sua sorellina.