LA LETTERA – Mio figlio frequenta la prima elementare. Alla scuola materna era contento e motivato. Ora piange tutte le mattine e inventa mille malanni pur di non andare a scuola. Non ha amici, nessuno vuole stare con lui perché si comporta in maniera dispettosa. Sono davvero disperata. Ne ho parlato con le sue maestre che mi riferiscono di un’immaturità del bambino che ancora non si è adattato al nuovo percorso scolastico. Cosa mi consiglia?

GIOVANNA RISPONDEGentile lettrice, molti genitori mi raccontano di disagi simili a quelli vissuti da Suo figlio nel momento in cui si intraprende un nuovo percorso scolastico. L’inserimento di un bambino in un ambiente sconosciuto, che propone dinamiche e relazioni diverse, talvolta mette in crisi la Sua quotidianità e lo pone dinanzi alla paura di non sapere come fare per farsi accettare. I “dispetti” possono rappresentare un modo (errato) di stare al centro dell’attenzione e, come un cane che si morde la coda, si possono instaurare meccanismi a catena negativi. Quindi è indispensabile che qualcuno spezzi il circolo vizioso che il piccolo, da attore protagonista, ha senza volere attivato. La dinamica relazionale, in questi casi, va guidata dall’adulto. Sia l’insegnante (durante il tempo scolastico) che il genitore (durante il tempo extrascolastico), possono migliorare la relazione del bambino in difficoltà all’interno del gruppo. E’ fondamentale che il moderatore che si fa carico di un tale impegno, comprenda che il disagio del bambino è un disagio dell’intero gruppo. Attivando meccanismi di integrazione ed ottenendone risultati positivi, questi dovrà essere pronto ad elogiare i membri motivandoli con i giusti stimoli a perseguire risultati sempre migliori. Attenzione alle sgridate o alle promesse strappate al piccolo…. Non sempre producono i risultati sperati.