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Truffe via SMS a nome del CUP, appello ai cittadini «Denunciare a Polizia e Carabinieri»

Truffe via SMS a nome del CUP, appello ai cittadini «Denunciare a Polizia e Carabinieri»
  • Pubblicato26 Gennaio 2026

POZZUOLI – Da gennaio 2026 è in corso una nuova e massiccia ondata di truffe telefoniche tramite SMS (smishing) che sfrutta indebitamente il nome del CUP – Centro Unico di Prenotazione. I messaggi, spesso caratterizzati da toni allarmistici e formule come “importanti comunicazioni” o “urgenze”, invitano i destinatari a richiamare numeri a pagamento (in particolare con prefissi 899, 893, 895), con l’obiettivo di prosciugare il credito telefonico o carpire dati personali. Si tratta di una truffa particolarmente insidiosa perché fa leva su contesti sensibili come la salute e le prenotazioni sanitarie, colpendo soprattutto persone anziane o cittadini che attendono realmente comunicazioni da strutture ospedaliere. Numerose Regioni, tra cui Campania, Lombardia, Sicilia, Umbria e Molise, hanno già diffuso avvisi ufficiali per mettere in guardia la popolazione.Nei giorni scorsi la segnalazione è arrivata anche al deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli, attraverso l’invio di uno screenshot di uno degli SMS fraudolenti. Il messaggio, apparentemente formale e attribuito al “CUP”, invitava a contattare con urgenza un numero a sovrapprezzo per presunte comunicazioni personali.

L’APPELLO – «Siamo di fronte all’ennesima truffa che sfrutta la paura e la fragilità delle persone – dichiara Borrelli – usando il nome del servizio sanitario pubblico per rendere credibile un raggiro. È un comportamento gravissimo che va contrastato con decisione». Borrelli ha annunciato di aver segnalato il caso alle autorità competenti, chiedendo controlli e interventi rapidi per individuare i responsabili e bloccare la diffusione di questi messaggi. Contestualmente rivolge un appello ai cittadini: «Il CUP non chiede mai di richiamare numeri a pagamento, non invia SMS generici con “comunicazioni urgenti” e non richiede dati personali o bancari. Invito tutti a non richiamare, non cliccare su link sospetti, a cancellare immediatamente questi messaggi e a segnalare l’accaduto alla Polizia Postale o ai Carabinieri». «La prevenzione passa anche dall’informazione – conclude Borrelli – ed è fondamentale parlarne per evitare che qualcuno, soprattutto tra le fasce più deboli, possa cadere in queste trappole».