Trasporti, nasce a Pozzuoli la “Comunità flegrea”: «Verità, trasparenza e ripristino del servizio pubblico»
POZZUOLI – Comitati, cittadini, pendolari e lavoratori si sono riuniti questa mattina all’esterno della stazione metro di Pozzuoli per chiedere risposte certe sulla chiusura della tratta Pozzuoli–Campi Flegrei e sul futuro della mobilità nell’area flegrea. Presentata una lettera aperta indirizzata a istituzioni, RFI, EAV e Ministero dei Trasporti. C’è chi dice no. E lo fa chiedendo verità, trasparenza e il ripristino del servizio di trasporto pubblico su tutte le linee e in tutti i quartieri dell’area flegrea. Questa mattina, all’esterno della stazione metro di Pozzuoli, diversi comitati e cittadini si sono riuniti sotto un’unica voce, quella della “Comunità flegrea”, per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su quella che viene definita una vera emergenza sociale e territoriale.
LA MANIFESTAZIONE – L’incontro, organizzato nel giorno in cui è prevista in Regione Campania una riunione tra istituzioni e RFI, è stato anche l’occasione per presentare alla stampa una lettera aperta indirizzata ai sindaci flegrei, alla Regione Campania, all’INGV, a RFI, EAV, Prefettura e Ministero dei Trasporti. Al centro della mobilitazione, la chiusura della linea metro 2 tra le stazioni di Pozzuoli e Campi Flegrei, cominciata lo scorso 14 giugno, e le pesanti ricadute sulla vita quotidiana di migliaia di utenti. Pendolari, studenti, giovani, lavoratori, pensionati e famiglie hanno manifestato davanti a telecamere e microfoni il proprio disagio, sostenendo le rivendicazioni avanzate dai comitati. La sospensione del collegamento ferroviario, secondo i promotori dell’iniziativa, ha prodotto un isolamento progressivo di Pozzuoli Centro dal trasporto su ferro, privando il territorio del principale collegamento con l’area metropolitana di Napoli. La richiesta principale è la pubblicazione dei dati relativi alla presenza di CO₂ nella galleria tra la Solfatara e Bagnoli, con dettagli, andamento storico e informazioni tecniche che consentano di comprendere cosa sia accaduto, quali interventi siano stati già effettuati e quali soluzioni siano previste per garantire la riapertura in sicurezza della tratta.
LE RICHIESTE – «Basta impegni generici e informazioni contraddittorie», è il messaggio lanciato dalla Comunità flegrea. I cittadini chiedono un cronoprogramma certo e urgente per la riapertura della circolazione tra Pozzuoli e Campi Flegrei, insieme all’individuazione chiara del problema e delle misure necessarie per risolverlo. La vertenza, tuttavia, non riguarda soltanto la metro 2. Nel documento presentato questa mattina vengono indicate anche altre priorità ritenute indispensabili per il futuro della mobilità flegrea: l’apertura immediata della nuova stazione EAV di Pozzuoli in via Fasano, dopo troppe scadenze rinviate; il completamento del doppio binario lungo tutta la linea Cumana, così da aumentare la frequenza delle corse; il ripristino della circolazione dei treni nel tratto Licola–Torregaveta, con l’apertura delle stazioni di Licola Mare, Foresta di Cuma e Fusaro, per ricostituire l’anello Cumana-Circumflegrea. Tra le richieste figura anche il potenziamento di un servizio su gomma interurbano, ecosostenibile e permanente, capace di collegare Pozzuoli Centro e le diverse aree dei Campi Flegrei con Napoli. Una misura ritenuta necessaria, ma non sostitutiva del trasporto su ferro. Per la Comunità flegrea, infatti, le navette non possono rappresentare una risposta strutturale ai bisogni degli utenti, a causa dei limiti inevitabili del servizio e dei costi aggiuntivi che ricadono sulla mobilità quotidiana. Il punto politico e sociale della mobilitazione è chiaro: Pozzuoli deve restare raggiungibile dai treni. Secondo i promotori, lo Stato e le istituzioni competenti devono individuare ogni soluzione tecnica utile per evitare che il territorio flegreo venga isolato e progressivamente svuotato di funzioni, servizi e opportunità.
MESSAGGIO – IL «Il trasporto pubblico è uno strumento di libertà personale e di civiltà collettiva», si legge nel messaggio diffuso dalla Comunità flegrea. Una frase che sintetizza il senso della protesta: il treno non è soltanto un mezzo di spostamento, ma un’infrastruttura essenziale per garantire diritti, accessibilità, lavoro, studio e connessione tra territori. La battaglia, annunciano comitati e cittadini, non si fermerà alla giornata di oggi. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione fino a quando non arriveranno risposte concrete su quella che viene considerata un’emergenza di ordine pubblico e sociale, destinata ad aggravarsi nei prossimi mesi se non verranno adottate soluzioni rapide e verificabili. La Comunità flegrea chiede dunque alle istituzioni un cambio di passo: non più comunicazioni frammentarie, ma dati pubblici, responsabilità chiare, tempi certi e interventi immediati. Perché, come ribadito questa mattina davanti alla stazione di Pozzuoli, il diritto alla mobilità non può essere sospeso a tempo indeterminato. Resta, sullo sfondo, una contraddizione difficile da ignorare: come può una città che si definisce a vocazione turistica, che considera il turismo un volano dell’economia e della propria rinascita, tollerare un sistema di collegamenti pubblici così fragile, discontinuo e opaco? Se Pozzuoli e i Campi Flegrei vogliono davvero essere un territorio aperto, attrattivo e competitivo, l’accessibilità non può essere trattata come un dettaglio tecnico, ma come una condizione vitale. Informare, aggiornare e coinvolgere la popolazione è un dovere e non una “cortesia istituzionale”. Perché una cittadina lasciata senza trasporti e senza risposte viene certamente isolata nei collegamenti, ma anche nella fiducia.





























