POZZUOLI/ La nuova crisi che toglie il sonno a Manzoni che medita le dimissioni
POZZUOLI – Non è stata una notte tranquilla per Gigi Manzoni. Si sa, l’ultimo pensiero prima di addormentarsi è quello che incide sui sogni, che dopo il consiglio comunale di ieri si sono tramutati in incubi. Rigirandosi nel letto avrà ripercorso le tappe di questa nuova ed ennesima crisi politico-amministrativa, vissuta tra le stanze del Partito Democratico e gli uffici della casa comunale di via Tito Livio. Il ricordo del tentato golpe, ad opera di chi oggi gli giura fedeltà, è ancora vivo per rasserenare l’animo di un Manzoni ferito dal quel NOI in cui tanto aveva creduto e che si è disciolto al sole dopo pochi mesi dalla vittoria elettorale. Oggi Manzoni è stanco e logorato dalle continue tirate per “la giacchetta” da parte di Gennaro Pastore e Vitale Di Dio, giusto per fare qualche nome da legare alle ultime dinamiche. Quelle che hanno portato alla rottura con la sua capogruppo ma soprattutto fedelissima Maria Rosaria Testa. Più volte “Pozzuoli al Centro” ha messo sul tavolo la sua uscita dalla maggioranza per alzare il prezzo davanti a vicende politico-amministrative. Per la serie: o si fa così o ci accontenti o andiamo via. L’ultimo caso, in ordine cronologico, riguarda proprio il regolamento della Polizia Municipale tanto caro a Pastore&C. che ha avuto come vittima sacrificale la povera Testa.
LE VICISSITUDINI – A questi si aggiungono tutta una serie di vicende che vanno dai rifiuti, alla Prysmian, passando per l’inchiesta della Magistratura sui rimborsi ai consiglieri comunali, i ritardi al Rione Terra, giusto per citare qualche situazione “calda”. Situazioni che logorano e che stanno facendo emergere tutte le debolezze di un sindaco che non regge più l’urto di alcuni suoi alleati che anziché aggiungere tolgono energie al lavoro di tutti i giorni.
LE DIMISSIONI – Effetti collaterali – c’è da dire – di una coalizione politica nata per abbattere prima e isolare poi il “grande nemico” Vincenzo Figliolia che da quattro anni fa i conti con le “esigenze” dei vari gruppi che si sono annidati intorno al sindaco. Tra questi ci sono anche Cossiga, Russo e il gruppo di Europa Verde, prima promotori dello scioglimento e il giorno dopo migliori alleati di Manzoni. Tradimenti e ammiccamenti che hanno stancato non solo il sindaco, ma l’intera cittadinanza che chiede una classe politica all’altezza del nome della città di Pozzuoli. E Manzoni su questo sta meditando, riconoscendo anche una serie di colpe personali. L’idea è quella delle dimissioni con l’obiettivo di dare una scossa all’ambiente, azzerare tutto utilizzando i venti giorni a disposizione (tempo massimo per poi ritirale) per dare il definitivo slancio in vista della campagna elettorale e della sua candidatura-bis. Intanto Manzoni medita.





























