di Alessandro Napolitano

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Un treno della Circumflegrea fermo alla stazione di Montesanto

QUARTO – Che non fosse propriamente all’altezza di una linea a lievitazione magnetica come quelle giapponesi lo si sapeva. Ma che fosse addirittura la seconda peggiore in Italia per qualità del servizio, colpisce. Una sonora bocciatura per la Circumflegrea, linea ferrata che dal centro storico di Napoli trasporta ogni anno circa 45mila viaggiatori verso i grandi agglomerati della periferia – come Soccavo e Pianura – fino a Quarto, Licola e Torregaveta. A stilare la pessima pagella è stata Legambiente che, come ogni anno, ha dato vita alla campagna “Pendolaria”.

LA “CONDANNA” – Durissimo il giudizio sulla linea ex Sepsa: «I disagi riscontrati dai pendolari riguardano la mancanza di un numero sufficiente di treni ed i continui problemi tecnici che riscontrano su quelli in circolazione, vecchi ed inadeguati. Le conseguenze sono inevitabilmente il sovraffollamento ed i ritardi e purtroppo anche la scelta da parte di molti utenti di utilizzare la macchina per i propri spostamenti. In comune a tutta la linea rimane la fatiscenza di molte stazioni, abbandonate e vandalizzate, e per buona parte sprovviste di biglietteria o di obliteratrici». Non va molto meglio per la linea “gemella” Cumana che «ha visto numerosi stop legati a guasti tecnici e giorni in cui erano presenti solo due treni lungo la tratta, con un servizio più che dimezzato ed il passaggio dei convogli soltanto una volta ogni ora. La situazione è migliorata nella seconda parte dell’anno grazie all’introduzione di due nuovi treni e di uno ristrutturato». Secondo la speciale classifica di Legambiente, la peggiore linea di Italia è Roma Termini-Ciampino- Castelli Romani.