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Vasellame recuperato

NAPOLI – È coordinata dalla Dda di Napoli la vasta operazione contro il traffico di reperti archeologici scattata questa mattina su tutto il territorio nazionale: nelle provincie di Agrigento, Arezzo, Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Brescia, Caltanisetta, Caserta, Catania, Cosenza, Enna, Foggia, Latina, Milano, Napoli, Pordenone, Roma, Salerno, Taranto, Teramo e Viterbo.

UN TRAFFICO ILLECITO – Si tratta di una vasta indagine senza precedenti contro il traffico illecito di beni culturali: i reperti provengono dalle maggiori aree archeologiche italiane tra cui anche Pompei. Un’operazione senza precedenti per numero di obiettivi e forze impiegate, i militari del Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, con l’ausilio dell’Arma Territoriale e Mobile e con il supporto del 7° Elinucleo Carabinieri Pontecagnano , hanno eseguito 142 decreti di perquisizione emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nell’ambito dell’indagine “Artemide”.

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874 reperti recuperati

874 REPERTI RECUPERATI – Le attività investigative, originate dal furto di una porzione di affresco dalla “Casa di Nettuno” del sito archeologico di Pompei, sono finalizzate alla cattura di un gruppo strutturato, operante nell’intera Italia meridionale (particolarmente Campania e Puglia), dedito agli scavi clandestini, alla ricettazione e all’illecita commercializzazione di beni culturali. Le operazioni, ancora in corso, che avevano già consentito nelle fasi preliminari il recupero di 874 reperti archeologici e l’arresto di tre indagati italiani in collaborazione col Gruppo Patrimonio Historico della Guardia Civile, segnano, alla giornata odierna, il sequestro di oltre 2000 beni archeologici tra cui vasellame apulo-canosino a figure rosse, frammenti architettonici, monete italiche, metal detector e utensili di ricerca e scavo clandestino.