QUARTO«Venghino siore e siori, venghino» sembrerebbe dire il canale di raccolta delle acque pluviali di via Crocillo, lì dove una breccia a raso sembra invitare gli automobilisti ad un percorso alternativo. Ed invece c’è ben poco da scherzare. Quella sorta di parapetto, che per altezza così non potrebbe definirsi, e che dovrebbe teoricamente evitare che veicoli e persone finiscano nel canale, è oramai un colabrodo. E se in alcuni punti le aperture – volute o meno – in qualche modo favoriscono il convogliamento dell’acqua depositatasi sul manto stradale, quella che è spuntata a pochi metri dall’intersezione con via Santa Maria rappresenta un vero pericolo: basterebbe un niente per finire dritti tra le acque di raccolta e la fitta vegetazione spontanea che caratterizza da sempre il canale.

IN ATTESA DEI LAVORI – L’unica buona notizia è che sia partito il bando per la realizzazione dei lavori di rifacimento della struttura, attesi dall’autunno del 2015 e di recente finanziati grazie ad un decreto interministeriale tra Viminale e Mef. Circa 700mila euro la somma a disposizione. Nella speranza che i lavori partano subito, occorrerebbe però che qualcosa venga nel frattempo realizzato per metterci almeno una pezza.

UNA SCUOLA A POCHI METRI – A poca distanza, tra l’altro, c’è la scuola Mario Napoli frequentata da centinaia di scolari e la breccia è un serio pericolo anche per loro. E come beffardi sembrano essere i guardrail piazzati più avanti, quelli installati dopo la tragica morte di una ragazzina di 11 anni precipitata nel canale assieme alla madre, entrambe in auto tornando verso casa.