Madonna AssuntaMONTE DI PROCIDA – Un nuovo grande successo per i festeggiamenti dell’Assunta, da Piazza XXVII Gennaio sino alla “tappa” ultima della ricorrenza più attesa dell’anno, Acquamorta: Monte di Procida si riclassifica in “cima” ai Campi Flegrei. Come ogni anno, la festa in onore della Santa Patrona, la “Madonna Assunta in Cielo”, ove religiosità e divertimento si fondono in un unicum spettacolare, ha registrato il tutto esaurito, emozionando residenti e turisti.

spettacolo 1LO SPETTACOLO PIROTECNICO – Ieri sera, come vuole la tradizione, al porticciolo è andato in scena il grande spettacolo pirotecnico inserito nel programma dei festeggiamenti e realizzato dalla ditta Vaccalluzzo. I fuochi “sparati” dal molo di sopraflutto hanno acceso la notte di mezza estate nella Marina di Acquamorta. Una serata iniziata alle 21,30, nella piazza centrale del paese, con l’esibizione di numerosi talenti flegrei. Lo spettacolo pirotecnico si è svolto invece intorno all’una meno un quarto di stanotte. Occhi puntati verso il molo non solo dal lungomare, dalla scogliera e dalla spiaggia, ma anche dalle terrazze di via Guglielmo Marconi e da abitazioni private per assistere all’incanto dei fuochi d’artificio. La zona del porto ha contenuto a fatica le tante persone che si sono assiepate per l’appuntamento clou dell’estate montese. Un appuntamento irrinunciabile, un momento che ha emozionato grandi e piccini, residenti e turisti.

rifiuti AcquamortaCITTA’ PARALIZZATA – Traffico e rallentamenti sono stati inevitabili a causa della vasta affluenza di visitatori provenienti da ogni parte del Napoletano ed oltre. In merito alla gestione della viabilità non sono mancate polemiche, ma per fortuna non si sono registrati tensioni o gravi incidenti. La città si è invece svegliata sporca in diversi punti panoramici: la colpa, come di consueto, è da attribuirsi ai soliti “ignoti” incivili che hanno pensato bene di abbandonare i rifiuti prodotti in strada, anziché caricarseli in spalla e gettarli negli appositi contenitori. Tanta fatica in più, dunque, per gli operatori ecologici, costretti a dover fare i conti anche con quanti, del rispetto dell’ambiente, proprio non vogliono saperne.