QUARTO – Mascherine sul volto e cartelli di protesta attaccati al collo. In questi minuti, nonostante la pioggia, un gruppo di cittadini sta protestando davanti al Comune di Quarto. I dimostranti chiedono un incontro con il sindaco Antonio Sabino; nel vortice delle polemiche, soprattutto, la mancata distribuzione dei bonus alimentari. «Nessun segnale di vita da parte dell’amministrazione comunale in merito alla distribuzione dei “bonus spesa” dopo lo stanziamento di 400mila euro da parte del Governo. Sono 3mila le persone che hanno presentato la domanda ma ad oggi ancora nessuna graduatoria è stata stilata. Sono 30mila le famiglie che hanno chiesto un aiuto economico e non hanno ricevuto risposta», tuonano i manifestanti. «Ritardare ancora di più l’erogazione dei fondi per l’incapacità dell’amministrazione di creare una semplice graduatoria, non fornire un’assistenza reale e concreta, vuol dire mettere ulteriormente in difficoltà tutte quelle famiglie che lo sono ormai da troppo tempo», rincarano i manifestanti con una nota.

LE RICHIESTE – “Buoni spesa subito”: è quanto si legge su alcuni cartelli attaccati al collo dei dimostranti. Ma non è l’unica richiesta indirizzata all’amministrazione comunale di Quarto e agli enti preposti. Con il sit-in di questa mattina i cittadini chiedono, infatti, dispositivi di protezione individuale idonei e a norma per tutto il personale sanitario, amnistia per i detenuti, tamponi per tutta la popolazione, requisizione delle cliniche private mediche presenti su tutta la Penisola per far in modo che ci siano più posti letto per gli ammalati. E poi ancora la moratoria dei dinieghi e delle espulsioni per garantire diritti e salute a tutti gli immigrati. «Chiediamo che venga svolto un lavoro concreto anche per non vanificare tutto quello che le associazioni, le reti solidali e i singoli cittadini stanno mettendo in campo dall’inizio di questa emergenza per poter essere accanto a chi ne ha bisogno – affermano i promotori della manifestazione – Ripetere che “andrà tutto bene” non serve a niente, sono solo slogan ipocriti e perbenisti di un’Italia che può permettesi di restare in quarantena».