POZZUOLI – L’aggiornamento per il 2020 della classificazione delle acque di balneazione da parte della Regione Campania aveva fatto registrare nel dicembre scorso un peggioramento della qualità del mare, con ben 5 tratti di litorale risultati di qualità “scarsa”. Solo oggi, con apposita ordinanza sindacale, sono conseguentemente scattati i relativi divieti ai tuffi. Particolarmente penalizzata è risultata la costa di Cuma-Licola, dove la balneazione è stata vietata ovunque, eccetto che per il tratto denominato “Stazione Marina di Licola” (da Strada del Cantiere a Strada della Colmata) classificato come “sufficiente”. Lo stop ai bagni è stato ordinato anche per le acque marine ai piedi del Rione Terra fino al civico 89 di Corso Umberto, circa a metà del lungomare Pertini. Nelle immediate vicinanze delle suddette aree dovrà essere installata l’apposita segnaletica informativa per i cittadini. Restano “eccellenti”, secondo la classificazione Arpac, il litorale tra Arco Felice e Lucrino (tranne che per il tratto “Prismyan” risultato “buono”) e quello che va dal civico 89 di Corso Umberto fino al confine con la città di Napoli (denominati “Terme di Pozzuoli” e “La Pietra”).

LA CLASSIFICAZIONE – Ricordiamo che il giudizio di idoneità delle acque deriva dall’analisi statistica degli esiti del monitoraggio, nei quattro anni precedenti, di solo 2 parametri batteriologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Le acque di balneazione vengono così classificate di qualità: Scarsa, Sufficiente, Buona, Eccellente. Le acque “non idonee alla Balneazione” sono quelle che risultano di qualità “scarsa”.

L’INQUINAMENTO – Secondo l’Arpac, le potenziali fonti d’inquinamento del litorale di Cuma-Licola (Pozzuoli) sono da individuare tra le numerose foci di canali ed alvei presenti sulla costa. In particolare, a Nord vi è la foce di Licola nella quale confluiscono i canali Abruzzese e Quarto e l’Alveo Camaldoli, che come tutti sanno sono oggetto di scarichi abusivi e non. Andando verso sud si incontrano: la foce dello scarico di fine Via Sibilia, il collettore del depuratore di Cuma ed il canale borbonico ed infine, nel territorio di Bacoli, le foci del Lago Fusaro. Sulla restante parte della costa le eventuali sorgenti d’inquinamento sono costituite dagli scarichi di emergenza della fogna comunale e di alcuni privati, che in diverse occasioni a causa di malfunzionamenti e/o di forte pioggia hanno riversato in mare reflui fognari.