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Luigi Napolano, rappresentante Cisl

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
Operai seduti sui gradini alle pendici del Rione Terra, con le braccia conserte e impossibilitati ad entrare in cantiere. Sono i cento lavoratori, della ditta Fipa e Igeca, entrati da oggi in cassa integrazione. Il disco non cambia e la musica è sempre la stessa. I soldi della Regione, i 30milioni più volte sbandierati, sono stati stanziati, quindi spendibili, ma non affidati al Consorzio Rione Terra che ha deciso di chiudere il cantiere.

TUTTO QUESTO PER UNA FIRMA – «Chiediamo un imminente tavolo prefettizio – dice Luigi Napolano delegato Cisl – non è possibile che il funzionario regionale non firmi il decreto per sbloccare i primi tre milioni dell’intero finanziamento. Tutto ciò ha causato la chiusura del cantiere senza preavviso e senza alcuna messa in sicurezza della Rocca. Il consorzio si avvale della cassa integrazione straordinaria degli operai che scade ad ottobre».

UN SOGNO SFUMATO PER TANTI – Sfuma quindi il sogno di vedere la Rocca compiuta, di inaugurare entro l’autunno un’altra parte del percorso archeologico, la canonica e il campanile del Duomo. «Siamo frustrati – dice arrabbiato uno degli operai Fipa, Roberto D’Anna – come è possibile chiudere un cantiere senza preavviso. Questa storia si ripete da troppo tempo, lavoro qui da 2o anni, siamo stanchi di lottare. Noi operai non dobbiamo entrare nelle faccende imprenditoriali, anche se ci daranno questo straccio di finanziamento la vicenda si ripeterà tra qualche mese».

E’ SCANDALOSO – «E’ incredibile apprendere dell’ennesimo stop dei lavori al Rione Terra. Si rischia di vanificare il lavoro fatto fino ad oggi». Cosi’ in una nota Massimo Paolucci, eurodeputato del Pd. «Stefano Caldoro e la Regione Campania trovino una soluzione per sbloccare i fondi nel minor tempo possibile. Trovo davvero stupefacente e scandaloso che dopo l’inaugurazione e l’arrivo di migliaia di fedeli a Pozzuoli ora ci si fermi per l’ennesima volta. Sembra di assistere, purtroppo, a scene viste troppe volte in questi anni. Il blocco delle attività di restauro sono un danno immenso per i cittadini, i lavoratori e l’intera collettività dei Campi Flegrei».

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