di Alessandro Napolitano

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Il Rione Terra di Pozzuoli

POZZUOLI – «Un atto politicamente criminale». Francesco Emilio Borrelli e Paolo Tozzi, rispettivamente membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi e capogruppo in consiglio comunale a Pozzuoli del partito ambientalista, non usano mezzi termini per criticare l’operato della Regione Campania riguardo il Rione Terra. Il cui cantiere è nuovamente chiuso, dopo la sua riapertura avvenuta nel febbraio scorso. Ben 33 milioni di euro e oltre cento operai di nuovo al lavoro, per quello che sembrava la schiarita definitiva dopo anni di ritardi ed improvvisi stop. Ed invece oggi è nuovamente tutto fermo.

Paolo Tozzi consigliere dei Verdi
Paolo Tozzi consigliere dei Verdi

LA DENUNCIA – «A distanza di pochi mesi – spiegano Borrelli e Tozzi – la Regione Campania ha di nuovo bloccato i fondi e mandato a casa i poveri operai. Uno sconcio, un atto politicamente criminale. Attualmente c’è ancora un 30 per cento di restauro dei palazzi da completare. L’antica rocca si dovrebbe trasformare in un luogo turistico, il 70 per cento dei palazzi destinato ad alberghi, altri ad edifici pubblici o commerciali. In realtà, come è avvenuto per i fondi sui laghi o sulla depurazione, assistiamo a grandi annunci ripetuti in infinite conferenze stampa ma poi la sostanza è solo tantissimo “fumo a manovella” e intanto gli operai non hanno più lavoro e l’area sprofonda nel più totale abbandono. Erano stati sbloccati, in un incontro svoltosi tra il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, i 33 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania per completare i lavori di ristrutturazione dell’acropoli che erano fermi da tempo».

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