30.07.2015 Calata Capodichino 1 (2)NAPOLI – Dopo la rapina la vittima intercettò autonomamente i banditi e venne ferito a colpi di pistola, carabinieri identificano e fermano i responsabili. I due ritenuti responsabili della rapina prima e poi del ferimento dell’operaio 29enne avvenuto a Calata Capodichino, l’11 luglio scorso, dopo intense indagini sono stati identificati e fermati ieri sera dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e della stazione di San Pietro a Patierno: si tratta di Raffaele Maddaluno, 25enne napoletano residente a Secondigliano, e Paolo Palumbo, 22enne napoletano residente a Calata Capodichino, entrambi già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili a vario titolo di rapina, tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi comuni e da guerra e ricettazione.

 

LA CACCIA AI BANDITI – Il giorno del fatto l’operaio 29enne dopo aver subito la rapina del suo T-Max da parte di due soggetti armati di pistola, lasciò la fidanzata (con lui al momento della rapina) e con un familiare si mise alla ricerca dei responsabili, riuscendo ad intercettarli sempre a Calata Capodichino. Appena i due balordi lo videro esplosero diversi colpi di pistola bucando la macchina e ferendo gravemente il 29enne ad un fianco. L’intensa attività informativa durante le prime indagini ha consentito i militari di identificare i presunti autori, sui quali i militari hanno poi concentrato le investigazioni riuscendo a ricostruire che subito dopo la rapina e il ferimento entrambi avevano deciso di allontanarsi dal proprio domicilio. Ieri sera gli operanti li hanno rintracciati in un lido a Posillipo, dove entrambi avevano deciso di trascorrere un tranquillo pomeriggio di mare. Appena visti i carabinieri maddaluno e palumbo hanno accennato un tentativo di fuga, ma sono stati bloccati e ammanettati.