gazebo_5stelle_galloQUARTO – Pecore, leoni, asini e cavalli. Non se le mandano a dire gli appartenenti al  gruppo consiliare eletto tra le fila dei 5 Stelle e rimasto fedele al sindaco Capuozzo, e gli ex consiglieri dimessisi in massa nel gennaio scorso e oggi facenti parte del Meetup Quarto 3.0.

LA VISITA DELLA DISCORDIA – L’occasione è stata la visita del parlamentare pentastellato Luigi Gallo, arrivato in città a sostegno della giornata di campagna per il No al referendum costituzionale organizzata dallo stesso Meetup. Alla base risentimenti mai sanati tra chi decise di restare al fianco del primo cittadino nonostante l’espulsione della Capuozzo dal Movimento e chi invece preferì dimettersi ed oggi è quantomeno critico nei confronti dell’amministrazione. I consiglieri “capuozziani” si dicono basiti per la «partecipazione di un Parlamentare come Luigi Gallo ad un banchetto, che vedeva tra gli organizzatori e partecipanti uno dei due ex consiglieri 5 Stelle indagati, mentre eguale attenzione e sostegno non sono riservate alle iniziative dei consiglieri eletti nella lista del Movimento 5 stelle, che sono tuttora presenti nel civico consesso e che, soprattutto, non sono indagati».

Rosa Capuozzo del Movimento 5 stelle eletta sindaco di Quarto (Napoli), 15 giungo 2015. ANSA /PRIMA PAGINA
Rosa Capuozzo del Movimento 5 stelle eletta sindaco di Quarto (Napoli), 15 giungo 2015.
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DITO PUNTATO CONTRO IL DIRETTORIO – Il secondo attacco è poi rivolto al direttorio, accusato di essere «lapidario e perentorio nel dichiarare la morte del Movimento 5 stelle a Quarto, non riesce ad essere parimenti equilibrato e ad evitare discriminazioni, rese palesi dal fatto che in quei Meetup, che ora i portavoce riprendono timidamente a visitare, ci sono ex consiglieri». Chi oggi fa parte del Meetup viene poi paragonato ad un gregge di pecore che «ubbidendo all’ordine del padrone, eseguono le istruzioni in vista della carezza benevola, pur essendo consci dell’ingiustizia perpetrata». L’ingiustizia a cui fanno riferimento è l’espulsione del sindaco Capuozzo dai 5 Stelle, arrivata durante il flashmob in piazza organizzato a sostegno del primo cittadino. Ne seguì una riunione alla quale partecipò lo stesso Luigi Gallo: «L’onorevole era lì, era presente, e poté udire di persona tutti gli eletti esortare il Sindaco a non dimettersi, ad andare avanti, a non abbandonare la città, nonostante l’ingiusta espulsione». Ed invece, poco alla volta, si dimisero in tantissimi. Il gruppo consiliare che oggi è al fianco del sindaco non ha mai digerito quelle dimissioni e non risparmi un altro pesante paragone: «si sentivano forti come dei leoni quando presentavano le dimissioni, tanto forti da infilarle di soppiatto sotto la porta dell’ufficio del sindaco» .

REPLICA AL VELENO – Altrettanto durissima la replica del Meetup Quarto 3.0, che ricorda innanzitutto che tra gli organizzatori non c’era alcun indagato. Un aspetto, quest’ultimo, che finirà in una querela per diffamazione preannunciata nelle ultime ore: «L’asino chiama orecchie lunghe il cavallo» esordiscono dal Meetup, aggiungendo: «I sedicenti consiglieri comunali in carica, chiamano pecore coloro che si sono dimessi. Loro che in cambio di una effimera notorietà, si sono venduti al più colorato compromesso politico dell’ultimo ventennio, che attraversa in modo trasversale tutte le correnti da destra a sinistra, presenti e non nel variegato mondo politico quartese. Chiamano pecore quelli che si sono dimessi, dopo che il sindaco ha continuato nella sua opera di poca trasparenza e correttezza nei loro confronti». Arriva poi un lungo elenco di accuse riguardanti presunte “manchevolezze” amministrative, riguardante rifiuti, appalti scaduti, comparto idrico e altro ancora. Infine, l’ultima cannonata: «La sfiducia di fatto all’operato del sindaco, alla luce della completa stagnazione dell’attività amministrativa attuale, rimane l’unico atto veramente rispettoso della volontà dei cittadini».