quartograd4QUARTO – Un impianto di illuminazione “fai da te” che però non piace al Comune. Teatro della strana vicenda è lo stadio Giarrusso dove da mesi l’impianto luce è fuori uso. A ripristinarlo, però, ci hanno pensato tifosi e calciatori del Quartograd, squadra che si allena e gioca nell’impianto di via Dante Alighieri.

OMOLOGAZIONE MANCANTE – Ma dal Comune è arrivato una sorta di “stop”, anche se non ancora operativo: occorre infatti fornire l’omologazione dell’impianto. Questa la “regola” che non è stata rispettata da chi, cone le proprie mani, ha rimesso in funzione l’impianto di illuminazione “colpito” già due volte. La Prima ad aprile, quando i ladri portarono via ben 70 metri di cavi in rame; la seconda a giugno, quando diverse bollette non pagare da parte della società che aveva in concessione lo stadio costrinsero il fornitore di energia elettrica al distacco. Per mesi la situazione si è trascinata, ma poi è arriva l’idea di ricorrere ad un generatore.

IMPIANTO “FAI DA TE” – A pagarne il fitto lo stesso Quartograd, attraverso l’azionariato popolare e sponsor. Ma non solo. Anche la cablatura è stata possibile grazie a soci, tifosi e simpatizzanti della squadra di calcio popolare: 2mila euro di cavi e installazione “gratis”. In pratica, chi ne aveva le competenze, ha donato la propria manodopera per rimportare l’energia elettrica alle quattro torri di illuminazione. La buona volontà, però , si è scontrata con le fredde regole della burocrazia. D’altronde il Comune è il proprietario dello stadio. L’omologazione dell’impianto, però, ancora non arriva. Sulla vicenda assicura tempi rapidi per la soluzione l’assessore con delega allo Sporto, Andrea Perotti.