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Da sinitra Giovanni Santoro, Rosa Capuozzo e Gabriele Di Criscio

QUARTO – «Ancora una volta non ho fatto calcoli politici». Lo ha detto il sindaco Capuozzo annunciando il ritiro delle sue dimissioni, un modo come un altro per dire che quello che si appresta a fare è un vero e proprio salto nel buio. Ha fatto riferimento ai tanti lavori lasciati in sospeso o da intraprendere. Ma ovviamente dovrà ripartire da ciò che resta della giunta comunale, cristallizzata oramai da tempo attorno a tre suoi fedelissimi: il vicesindaco nonché assessore all’Ambiente Andrea Perotti, all’assessore agli Affari legali Donatella Alessi e a Francesco Pisano, con delega all’Istruzione e Legalità. Per gli altri tre tasselli mancanti – Bilancio, Urbanistica-Lavori Pubblici e Cultura –
bisognerà attendere ancora.

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Rosa Capuozzo mentre comunica il ritiro delle dimissioni

COME FARE IL RIMPASTO – Nonostante il rimpasto sia stato infatti annunciato a dicembre scorso, altre priorità hanno riempito l’agenda del sindaco: espulsione dal Movimento, dimissioni “a rate” tra consiglieri e assessori e le sue dimissioni poi ritirate. Ora, al suo fianco, il primo cittadino ha due “tutor”: Gabriele Di Criscio e Giovanni Santoro. Senza di loro non potrà andare da nessuna parte. E’ grazie a loro che, “fatti due calcoli”, ha potuto ritirare le dimissioni. I nomi dei futuri assessori dovranno essere quanto meno “graditi” a chi oggi le ha offerto sostegno in consiglio comunale. Sì, ma do dove prenderli? Ad un primo assaggio sulla strategia da seguire appare da subito che le cose non siano iniziate ha detto di migliore dei modi. Di Criscio, infatti, ha detto che i futuri uomini della giunta andranno pescati dalla “famosa” lista di curriculum inviati alla segreteria del sindaco a giugno scorso. Senza sapere che quella lista non c’è più.

quarto (1)LA MISCELA – Anzi, non è più disponibile: dopo l’espulsione della Capuozzo dal Movimento, infatti, non si ha più accesso a quella lista. Il sindaco, a questo punto,  vorrebbe invece cercare altrove, magari tra professionisti iscritti agli ordini. E quelli potenziali che avrebbe contattato tra dicembre e gennaio sono scappati a gambe levate dopo l’espulsione. Erano infatti tutti vicini ai 5 Stelle. Doveva essere questa, prima dello scoppio del caso Quarto, la garanzia: persone “fedeli” al Movimento. Lo stesso dal quale sarebbe però stata scaricata. Dunque, una prima giravolta a 180 gradi sulla strategia da seguire per ricomporre la squadra di governo. E il tutto è, come detto, fermo al palo. Anche se lo ha già fatto, Rosa Capuozzo dovrà sempre gettare un occhio al consiglio comunale. Dove ora maggioranza e opposizione appaiono ben miscelate, ma solo in teoria.

IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE – Questa la “geografia” interna: Eletti tra i 5 Stelle ed ora facenti parte del neonato gruppo consiliare “Coraggio, Quarto!” sono in nove: Fontana, Perotti, Di Pinto, Di Mare, Lo Sardo, Pavia, Carotenuto e Buiano.  Ai quali sono da sottrarre, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, proprio gli ultimi due nomi: sono assenti da tempo proprio perché in disaccordo con l’abbraccio tra la Capuozzo e l’opposizione. Quest’ultima, a sua volta, è variegata. Dal centrodestra, in tre sono al fianco del sindaco: Di Criscio, Alborino e Giaccio. A questi ci sono quelli più titubanti, ma vicini allo stesso Di Criscio: Biondi e Russolillo. Sul fronte opposto, ma sempre accorsi in aiuto del sindaco, i due Santoro. Infine, chi è rimasto totalmente all’opposizione: Passaro e Brescia. Dunque, prendendo in prestito fantasiosamente uno schema pseudo-calcistico, questo lo schema di Miss Capuozzo: 6-3-2-2. Ma ora tocca iniziare a giocare. Il secondo tempo è appena iniziato, nel primo si era vista una sola squadra in campo. E nonostante il predominio assoluto, non è riuscita a toccare palla.