AlessiQUARTO – Una prassi normale, già attuata in altre occasioni ed anche in altri Comuni. Così l’assessore agli Affari Legali, Donatella Alessi, interviene sulla vicenda riguardante il resoconto stenografico della seduta consiliare del 28 aprile scorso.

“APPELLO NOMINALE SOLO NELLA COPIA COMPLETA” – Lo stesso con il quale l’ente locale ha dimostrato davanti al Tar che in quella occasione si fosse regolarmente svolto l’appello nominale in apertura di consiglio comunale. Circostanza che invece l’autore del ricorso contro il Comune aveva cercato di smentire, allegando la copia del documento presente sull’albo pretorio e nel quale non vi è traccia di appello nominale. E senza l’appello nominale, l’intera seduta consiliare sarebbe stata nulla, così come tutti gli atti approvati nella stessa occasione. Ed invece quell’appello, così come ha spiegato l’assessore, era presente ma solo nella copia integrale in possesso della ditta incaricata della stesura dei resoconti stenografici. «Il fatto che nella delibera numero 52 non si desse conto delle singole persone che hanno risposto all’appello – ha spiegato l’assessore Alessi in conferenza stampa – è una prassi assolutamente comune, perché l’appello è compito precipuo del segretario generale che attesta la regolarità dello svolgimento del consiglio comunale, e attesta la sussistenza del numero legale».

“COSI’ ANCHE IN ALTRI COMUNI” – A supporto della sua tesi, Alessi mostra poi una delibera di consiglio del 2011, nonché una simile del Comune di Pozzuoli. E in entrambe, fa notare, non vi sono gli appelli nominali nei resoconti. Dunque, ricapitolando, il resoconto stenografico contenuto nella delibera numero 52 pubblicata sull’albo pretorio non contiene l’appello nominale. Questo perchè – come ha spiegato l’assessore Alessi, è la prassi. L’appello nominale è invece contenuto nella versione completa del resoconto stenografico – sempre secondo il membro della giunta Capuozzo – in possesso della sola ditta specializzata ed incaricata dal Comune.