fango_29ottobreQUARTO – E’ tornato il fango in città, a ricordare che il problema è ben lontano dalla sua soluzione. E’ bastato ancora una volta un acquazzone per trasformare diverse strade in fiumi marroni. Non solo terreno trascinato via dalla furia delle acque, ma anche rifiuti di natura edile e melma maleodorante. A testimoniare che ciò che viene giù dalle colline è frutto di gravi abusi perpetrati da anni. E di tempi lunghi, purtroppo, bisognerà ancora una volta parlare. «Il problema è a monte» si continua a ripetere e non da oggi. E infatti è la totale assenza di regimentazione delle acque piovane ad aver portato per la quarta volta in due mesi a nuove colate di fango.

TEMPI LUNGHI – Ad essere ostruite dai detriti sono le grigliature poste lungo i canali di scolo che poi defluiscono nelle “vasche” di raccolta. Fin quando l’acqua troverà dinanzi a sé quelli che sono veri e propri “tappi” cercherà altre vie. Proprio come accaduto la notte scorsa, nonostante i lavori di pulizia del canale di via Crocillo e della vasca di via Cuccaro. Le due “vie” sono state letteralmente snobbate dall’enorme massa d’acqua che ha di fatto scavalcato ciò che le impediva di scorrere. Finendo per riversarsi proprio lì di fianco ai mezzi pesanti che nelle ultime 48 ore erano in funzione. Il progetto che prevede importanti lavori nei canali e nelle vasche appena menzionate, unitamente a quella di via Marmolito e del valore di circa 2 milioni di euro, non partirà però prima delle fine della prossima primavera. In altre parole c’è da prepararsi al peggio. Eppure qualche “buona nuova” ci sarebbe. Da pochi giorni da Roma è arrivato il via libera allo sblocco di circa 64mila euro per lavori urgenti, poi “passati” direttamente al Comune, in qualità di “soggetto attuatore”. Oltre alla pulizia del canale di via Crocillo e della vasca Cuccaro, serviranno anche alla pulizia dei “tappi”, prima tra tutti quello di via Cupa Lava. Nella speranza di poter evitare in parte ciò che si ripete ciclicamente.

DISAGI – «Non abbiamo la bacchetta magica – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Tullio Ciarlone – purtroppo ci troviamo ad affrontare tempi burocratici non dettati da noi». A non avere bacchette magiche nemmeno i residenti delle zone colpite anche una volta. Con sé hanno stivaloni, scope e tubi flessibili con i quali liberare le proprie case dal fango. «Ho  dovuto aprire questa mattina alle 10 e 30 – spiega un commerciante – e fino ad ora non ho visto nemmeno un cliente. Chi verrebbe in questa melma per acquistare i miei prodotti?»