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QUARTO – Il Movimento prima di tutto. E’ ciò che ha portato l’ex assessore ai Lavori Pubblici, Tullio Ciarlone, a rassegnare le proprie dimissiono lo scorso 14 gennaio. Il “direttorio” aveva da poco “scaricato” il sindaco Capuozzo e colui che aveva anche la delega all’Urbanistica ha fatto capire che prima di tutto dovesse essere coerente con quanto deciso dai vertici.

LE DIMISSIONI – «La mia scelta di rimettere nelle mani del Sindaco le deleghe affidatemi è dettata dalla coerenza con le motivazioni che mi avevano portato a lavorare per i cittadini di Quarto – si legge nella missiva protocollata 20 giorni fa e che ha appena reso pubblica- Sono entrato in Giunta su richiesta del Sindaco Rosa Capuozzo, ma ancor prima sono un attivista del Movimento 5 Stelle. E’ giusto quindi che, data la posizione assunta dal Movimento 5 Stelle, io faccia terminare qui questa mia esperienza». Tullio Ciarlone, poi, aggiunge: «Ciò di cui sono fiero e che, sono certo resterà patrimonio della città, sono i tanti importanti lavori realizzati ed avviati In questi pochi mesi, mostrando in concreto che anche in un territorio difficile come quello in cui abbiamo operato, è possibile realizzare un miglioramento nel segno della legalità. Auguro alla città di Quarto di continuare a vivere una stagione di rinascita quale e quella che è stata appena inaugurata Lascio, inoltre, I migliori auguri di buon lavoro a chi porterà avanti la mia esperienza rendendomi disponibile a garantire un ottimale passaggio di consegne».

LA LETTERA – Ben più amare le parole di Tullio Ciarlone nel commentare la sua decisione di rendere pubblica la lettera di dimissioni: «Ritenevo doveroso calare in religioso silenzio finché i riflettori mediatici non si fossero spenti. Dopo questa triste pagina tutta italiana di indegno attacco contro il MoVimento in cui i media hanno agito come arma di distrazione di massa facendo disinformazione più che informazione». Ciarlone è stato il terzo assessore a lasciare la giunta Capuozzo. Prima di lui toccò a Umberto Masullo (Bilancio) la mattina del 31 dicembre e prima ancora Raffaella Iovine (Cultura) il 10 dicembre, prima ancora che scoppiasse il “caso De Robbio”.