QUARTO – Volevano realizzare un capannone chiedendo il permesso al Comune, ma dimenticando un piccolissimo particolare: quel terreno era di proprietà dello stesso Ente. Ancora una storia di ordinaria follia amministrativa dal secondo dei centri flegrei.

LA STORIA IN TRIBUNALE – La vicenda è finita in tribunale, dove i giudici hanno ovviamente respinto tutte le doglianze di coloro che sognavano un capannone lì dove tra l’altro non si sarebbe potuto costruire alcunché. A rendere ancora più assurda la storia, è che quel terreno era diventato di proprietà comunale proprio grazie ad un abuso edilizio su di esso realizzato e commesso dagli stessi che hanno chiesto il permesso di costruire.

LA “SVISTA” BUROCRATICA – In altre parole, nel 2013 viene intimato loro di demolire le opere realizzate in dispregio delle norme in materia edilizia. Non ottemperando all’ordine, l’area viene acquisita automaticamente al patrimonio di via De Nicola, così come prevede la legge. Forse “dimenticandosi” di tutto ciò, nel 2018 chiedono il permesso poi negatogli. Inutile portare la vicenda davanti ai giudici amministrativi, che non solo hanno respinto il ricorso, ma anche condannato coloro che avevano adito le vie legali al pagamento di 1500 euro.