QUARTO – A nulla sono valsi gli accorati appelli lanciati dall’intera comunità di Quarto, le fiaccolate e le manifestazioni di protesta. Nelle prossime ore la palazzina di via Beccali, in cui risiedono quattro famiglie, verrà abbattuta. La Procura ha ordinato lo sgombero e la demolizione dell’immobile in quanto le concessioni edilizie non risultano legittime. La famiglia Fabozzi, nel corso di queste giornate, ha portato avanti la sua battaglia con l’aiuto di molti cittadini quartesi. Gli inquilini della palazzina continuano a gridar a gran voce di aver regolarizzato il tutto nel 1994 con un condono di circa cento milioni di vecchie lire. «Credo che l’attività di abbattimento possa non rivestire carattere di urgenza e, per questo motivo, una decisione di sospensione con differimento ad altra data delle operazioni di abbattimento non costituirebbe un lasciapassare per chi ha commesso errori o violato la legge, bensì una dimostrazione che le istituzioni sanno rispondere con serietà ma anche con umana comprensione alle esigenze sociali di un territorio», è una parte della lettera che il sindaco Antonio Sabino ha scritto nei giorni scorsi al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere una sospensione della demolizione della palazzina di Quarto. A partire da ieri, però, sono iniziate le operazioni di distacco delle utenze e sul posto è arrivata la ditta che si occuperà di ‘buttare giù’ l’edificio. La ruspa ha acceso i motori. Nelle prossime ore la palazzina di via Beccali verrà abbattuta e quattro famiglie dovranno trovare un altro tetto sotto cui andare a vivere.