di Alessandro Napolitano

sede_pdQUARTO – Ricostruire un partito lasciato allo sbando dopo i fatti riguardanti la mancata partecipazione all’ultima tornata elettorale. A far sentire la propria voce è la “minoranza” del Partito Democratico di Quarto, la stessa che in più occasioni aveva attaccato la gestione dell’ex segretario, nonché ex candidato sindaco Francesco Dinacci. «Siamo ad oltre un mese dalla tornata elettorale e nemmeno una foglia si è mossa, eppure a Quarto è accaduto qualcosa di storico e di tragico al tempo stesso: storica è la conquista del primo Comune della Campania da parte del M5S, tragica è la mancata presentazione delle liste del Pd e dell’alleanza di centrosinistra alla competizione comunale dello scorso 31 maggio».

L'ex candidato sindaco Francesco Dinacci
L’ex candidato sindaco Francesco Dinacci

“RIPETUTI COLPI DI MANO” – Questo quanto si legge in un documento “di fuoco” inviato anche a Matteo Renzi, segretario nazionale dei democratici, oltre che ai segretari regionale e provinciale del partito: Assunta Tartaglione e Venanzio Carpentieri. «Due elementi dall’enorme rilevanza politica cui non è seguito nemmeno un sussulto di dignità del gruppo dirigente locale che ha evitato qualsiasi discussione, analisi, condivisione limitandosi all’unico atto di una laconica lettera di dimissioni, tanto dovute quanto tardive e insoddisfacenti poiché non delineano un quadro di realtà sull’accaduto – prosegue il documento – Come sapete bene, a Quarto, nei mesi antecedenti le elezioni, si è consumata l’ennesima riprova indecorosa del Pd, con ripetuti colpi di mano, forzature e superamento delle più elementari regole del confronto politico, come le primarie per la scelta del Sindaco, scaturite poi in un’assemblea senza precedenti in Italia con voto libero in tre giorni e comunque strumento che ha portato all’individuazione di una candidatura non certamente unitaria».

UN NUOVO COMMISSARIO – La componente minoritaria del Pd locale chiede a questo punto la nomina di un nuovo commissario. In pratica, non ci sarebbe più tempo da perdere: «Proprio per questo non riteniamo di attendere oltre la nomina di un commissario per il circolo di Quarto, abbandonato senza guida e gruppi dirigenti, con gli iscritti rimasti privi anche di una sede fisica per il dissolvimento della “larghissima maggioranza” che lo guidava. L’assenza di una pur minima assemblea, discussione, confronto, getta confusione sugli accadimenti dei mesi scorsi, che se certamente non hanno una responsabilità esclusivamente singola, non possono essere ripartiti equamente tra chi questo processo lo guidava e lo sosteneva e chi, invece, vi si opponeva».