La sede dell'Utc di Quarto
La sede dell’Utc di Quarto

QUARTO – Chiederà i danni al Comune, dopo essere finito in tribunale con l’accusa di violazione delle norme edilizie. Il tutto per un’opera inizialmente “autorizzata” da via De Nicola, poi addirittura sequestrata con tanto di denuncia all’autorità giudiziaria. Da quel processo, però, l’uomo ne è uscito assolto ed ora chiede ben 350mila euro di danni.

IL RIPENSAMENTO E I SIGILLI – Davvero singolare quanto accaduto ad un proprietario terriero di Quarto, che nell’agosto del 2011 deposita all’Ufficio tecnico la Dichiarazione di inizio attività, la così detta Dia. Riguarda la realizzazione di un muro lungo 12 metri pertinenziale al suo appezzamento. Da un primo sopralluogo da parte della polizia municipale sembra che l’opera sia regolare e che rispetti quanto indicato nella Dia. Ma poi arriva lo stop: su quell’area, infatti, si scopre esserci un vincolo archeologico. Per proseguire i lavori sarebbe necessario il parere della Soprintendenza. Ma quei lavori vengono addirittura bloccati, con tanto di apposizione dei sigilli.

ASSOLTO DA TUTTE LE ACCUSE – Il proprietario viene denunciato e rinviato a giudizio. Ci vorranno anni e soprattutto ben 18 udienze per arrivare al verdetto: assolto per «insussistenza della tesi accusatoria». Tra l’altro, nel corso del processo, è stato lo stesso pubblico ministero a cambiare idea sulla vicenda. Tanto che sarà il pm a chiedere che l’uomo venisse assolto. Richiesta accolta dal giudice della Terza sezione penale del Tribunale di Napoli. Ed ora, l’oramai ex imputato, vuole essere risarcito. La stima dei danni subiti è di 350mila euro per lucro cessante, danno emergente e danni morali. La richiesta risarcitoria è stata inoltrata contro due tecnici dell’Utc, due agenti della municipale e lo stesso Comune.