QUARTO – La guerra dell’acqua tra Quarto e Marano dovrà essere discussa da un giudice ordinario. Lo ha stabilito la Settima sezione del Tar Campania che ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dall’ente flegreo nei confronti dei “cugini”.

IL FURTO SCOPERTO PER CASO – Un ricorso redatto contro la richiesta avanzata dal Comune confinante di circa 30mila euro, dopo la scoperta di allacci abusivi alla rete maranese da parte residenti a Quarto. Per i giudici del Tar, così come aveva sostenuto via De Nicola, quella dell’allacciamento abusivo è materia penale e dunque da dover discutere in un tribunale ordinario. Tutto ha avuto inizio nel gennaio scorso, quando alcuni tecnici del Comune di Marano scoprono gli allacci abusivi. Ben 14 le famiglie pizzicate a rubare acqua potabile dalla rete di Marano.

LA LITE TRA I DUE COMUNI – Di comune accordo con i tecnici di via De Nicola, si cerca una soluzione, poi trovata nell’installare un contatore unico al quale le famiglie di “furbetti” avrebbero potuto collegarsi, ma soltanto dopo aver regolarizzato la propria posizione. Un mese dopo sembrava tutto essersi risolto, con il nuovo contatore messo in funzione al confine tra le due cittadine. Ed invece da Marano arriva la richiesta di denaro a titolo di sanzione amministrativa: 29.368 euro da versare perentoriamente entro 30 giorni, per «irrogazione sanzione amministrativa pecuniaria per il prelievo abusivo di acqua dalla condotta idrica comunale».

IL NULLA DI FATTO – Quarto non ci sta, sottolineando la propria estraneità agli allacci abusivi, e portando tutto all’attenzione del Tar, puntando proprio sulla rilevanza penale della questione. Un tesi sposata dai giudici amministrativi, che infatti decidono che dell’intera questione se ne debba occupare un tribunale ordinario. Dunque, tutto da rifare per una vicenda che ora di trascinarsi davvero e lungo.