di Alessandro Napolitano

dinacci_comitatoQUARTO – Francesco Dinacci lascia la guida del Partito Democratico. Dimissioni irrevocabili per l’ex candidato sindaco. Una scelta legata proprio al “caso firme” che ha di fatto privato l’oramai ex segretario cittadino del Pd della partecipazione alle elezioni amministrative. «Le note vicende politiche che hanno interessato il Partito Democratico nella nostra città mi inducono infatti oggi, subito dopo l’appuntamento elettorale del 31 maggio, a compiere questa scelta umanamente e politicamente sofferta ma eticamente doverosa, in profondo rispetto di tutta la comunità dei Democratici – ha spiegato Dinacci – In un tempo in cui la vita politica è attraversata da diffusa ipocrisia, in seguito all’impossibilità per il Pd di potersi presentare liberamente alla competizione amministrativa, ho scelto di assumermi tutte le responsabilità politiche, anche quelle di altri che in modo evidente non mi appartengono».

SCONTRI INTERNI Poco meno di un anno, tanto è durata l’esperienza di Francesco Dinacci alla guida del Pd quartese. Iniziata nel giugno del 2014, dopo una vacatio durata alcuni mesi. L’ex coordinatrice Pieride messa in minoranza, scontri interni soprattutto con Antonio Granato.La scelta del candidato sindaco nelle mani dell’assemblea degli eletti e non passando per le primarie.

L'”INUTILE” ALLEANZA  Ma anche un difficile obiettivo raggiunto, purtroppo inutile: l’aver messo a assieme i cinque componenti della coalizione che avrebbe potuto vincere le elezioni a mani basse. «Mi rasserena pensare solamente che il percorso politico che il Pd aveva promosso negli ultimi anni e che ha rappresentato alla città con un sistema nuovo di alleanza civica, con tantissimi ragazzi e energie nuove, era semplicemente quello più giusto per Quarto, per la moralità dei protagonisti e per il progetto di governo ambizioso, apertamente distante da quelle stagioni in cui la criminalità organizzata aveva trovato terreno fertile nelle istituzioni comunali – ha aggiunto Dinacci – Ma io oggi mi faccio per un po’ da parte, nell’auspicio che il Partito Democratico non disperda l’enorme patrimonio umano e di generosità che tante ragazze e ragazzi hanno alimentato specialmente negli ultimi mesi, e vada avanti, ancora con più forza di come ho potuto fare io, nel rinnovamento e nell’apertura del partito a tante forze esterne. La mia passione politica non finisce certamente qui, perché con il coraggio e la coerenza della mia vita, continuerò a combattere quella grande battaglia di libertà per assicurare alla nostra terra trasparenza e sviluppo». Le dimissioni irrevocabili sono state comunicate questa mattina al segretario provinciale dei democratici, Venanzio Carpentieri.