di Alessandro Napolitano

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La FC Quarto, dai campi di quartiere all’Olimpico di Roma

QUARTO – Hanno coronato un sogno ed ora tutti vorrebbero giocare con loro. E’ accaduto tutto in pochi mesi alla “Fc Scuola Team Quarto”, squadra parrocchiale che si allena nel campo sportivo della chiesa San Castrese. La maggior parte dei calciatori proviene dal rione più degradato della città, quello di via De Gasperi, meglio noto come “219”. Difficoltà economiche e in alcuni casi anche con familiari alle prese con la giustizia, cresciuti tra i prefabbricati realizzati trent’anni fa dopo il terremoto dell’80. In pochi mesi la vita della società e della scuola calcio è completamente cambiata. Tutto ha avuto inizio quando la Lega Calcio ha chiamato i giovani calciatori allenati da Enrico Errico a partecipare alle finali della Junior Tim Cup, competizione che vede impegnate le squadre parrocchiali di tutta Italia. Ben 862 nella fase iniziale, diventate poi 16. A rappresentare l’intera provincia di Napoli ci sono loro, quelli della Fc Scuola Team Quarto.

ESEMPIO DI UMILTA’ – Un palcoscenico non usuale quello sul quale andranno a giocare: lo stadio Olimpico di Roma, in occasione della finale della Tim Cup tra Napoli e Fiorentina. Alla fine si piazzeranno quinti, ma soprattutto torneranno a casa consapevoli della loro forza. “Merito della cultura del rispetto e della disciplina che abbiamo preteso da tutti – spiega mister Errico – Ora i ragazzi sono radicalmente cambiati, hanno imparato le regole non solo del gioco, ma anche della vita”. Triplicate le richieste di iscrizione alla società, con calciatori che non arrivano più soltanto dal rione 219, ma anche dal resto della città e dai Comuni vicini. Alcuni di loro sono già oggetto di mercato, passati nelle fila del Monterusciello Calcio, storica realtà sportiva flegrea nata nel 1988. “Ci prendiamo cura di loro in tutti i sensi – aggiunge ancora l’allenatore – in alcuni casi provvediamo al pagamento delle visite mediche o a fornire i kit da gioco in maniera gratuita. E le quote di iscrizione sono a dir poco popolari, non potrebbe essere altrimenti”. Un anno fa l’inizio dell’avventura, su un terreno senza nemmeno l’erba e spalti completamente vuoti. Assieme al presidente Stefano Fabbozzi si sono rimboccati le maniche. Fino a diventare un punto di riferimento per gli altri.