ciro_manco_polverinoQUARTO – E’ riuscito a sfuggire all’arresto per due anni, prima di finire in manette questa mattina. Ciro Manco, 52 anni, detto “Ciruzz ‘e Bettina”, è considerato un elemento apicale del clan Polverino. In particolare l’uomo, secondo l’Antimafia di Napoli, sarebbe stato per lungo tempo uno dei cardini principali attorno al quale ruotava l’attività di traffico internazionale di stupefacenti. Una delle “voci” di bilancio più importanti per l’organizzazione che fa capo al boss Giuseppe Polverino. Ciro Manco si trovava in una tranquilla abitazione ad Aversa. Da giorni i carabinieri della Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo Carabinieri di Napoli lo tenevano sotto osservazione. Le finestre di quell’abitazione erano quasi sempre chiuse. Una vita molto riservata quella dell’oramai ex latitante, senza mai dare nell’occhio.

IL BLITZ – E’ scattato poco dopo l’apertura di una delle finestre. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione in casa , lo hanno trovato seduto sul divano a alle prese con un videogioco. Con sé non aveva documenti e non ha opposto resistenza. Durante un’altra latitanza, quella di Giuseppe Polverino, alias ‘o barone, Ciro Manco si sarebbe recato dall’Italia in Spagna per incontrare il capo dell’organizzazione. Con sé ben due milioni di euro, soldi che servivano all’acquisto di una partita di hashish. Ben due tonnellate di “fumo” da rimettere poi sul mercato locale.

30 ANNI DI CARCERE – Lo scorso aprile Ciro Manco è stato condannato a ben 30 anni di carcere dalla Nona sezione penale del tribunale di Napoli per associazione di stampo mafioso e traffico internazionale di droga. Si assottiglia sempre di più, dunque, il numero delle “primule rosse” del clan Polverino. A latitare ancora Antonio Polverino, detto “zì Totonno”, 71 anni. L’uomo è lo zio di Peppe ‘o barone e deve scontare una pena a 15 anni e 4 mesi, ma è introvabile.