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QUARTO – E’ arrivato il via libera del ufficiale del Pd all’apertura del procedimento nei confronti di Vincenzo Campanile, dallo scorso 11 marzo assessore al Bilancio. Campanile, infatti, è tesserato al Partito Democratico, che in città rappresenta il principale oppositore  – nonostante non abbia alcun rappresentante in consiglio comunale – alla giunta del sindaco Rosa Capuozzo.

VERSO L’ESPULSIONE? – La Commissione di Garanzia del Pd di Napoli, riunitasi nel pomeriggio di mercoledì e presieduta dall’avvocato Massimo Carrano, ha dato il proprio placet all’avvio del procedimento contro Campanile. Un iter che potrebbe concludersi con l’espulsione dell’assessore dal Partito Democratico e che metterebbe lo stesso di fronte ad un dilemma: abbandonare la giunta Capuozzo o dire addio alla sua famiglia politica. La comunicazione dell’apertura del “caso” verrà ora inviata al diretto interessato, nonché ai segretari di circoli del Partito Democratico di Quarto e Cardito. E’ stato il coordinatore del Pd quartese, Antonio Iovine, a presentare la vicenda alla Commissione di Garanzia. E’ di Cardito, invece, il circolo del Pd a cui è iscritto il neoassessore. Ed è nella liste dei democratici del Comune a Nord di Napoli che lo stesso Campanile ha corso come candidato alla carica di consigliere comunale nel maggio del 2015. In pratica, mentre a Quarto lo scontro tra Pd e Movimento 5 Stelle si consumava in una delle campagne elettorali più assurde della storia locale, a Cardito un iscritto al principale partito di opposizione ai grillini si candidava, senza esse eletto, per poi finire un anno dopo in una giunta a cui capo c’è Rosa Capuozzo, poi espulsa dai pentastellati. Ma rimasta comunque nel mirino del Partito Democratico, una sorta di “nemico pubblico numero 1”.

MAGGIORANZA ARCOBALENO – E il “caso” ha voluto che fosse chiamato a sedere sulla poltrona di assessore al Bilancio un uomo del Pd, tra l’altro iscritto fin dal 2007 e arrivato dai Democratici di Sinistra. Non solo. Campanile, è stato ampiamente caldeggiato da un altro ex oppositore della Capuozzo, Gabriele Di Criscio, ex sindaco di Forza Italia. E menomale che la fascia tricolore ci tiene a sottolineare che la sua sia una maggioranza senza colori. Pare invece difficile non scovarne almeno cinque differenti: dagli azzurri di Di Criscio, all’ex Margherita di Giovanni Santoro; dal Pd di Campanile agli ex 5 Stelle rimasti fedeli al sindaco “cacciato”. Con un gran finale: la bandiera del Regno delle due Sicilie che l’altro neoassessore, Mauro Scarpitti con delega alle Attività Produttive, orgogliosamente mostra sulla sua pagina Facebook. Insomma, solo un daltonico potrebbe non accorgersi di così tante sfumature.