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QUARTO – Più che un ordine del giorno, sembra un protocollo di resa incondizionata. Nel documento di convocazione del prossimo consiglio comunale, infatti, c’è l’ufficializzazione della mancanza dei numeri a sostegno oramai dell’ex maggioranza.

PANCHINA CORTA – Ad iniziare dal firmatario dell’atto: il consigliere Concetta Aprile, che di fatto ha preso il posto dell’ex presidente Lorenzo Paparone, dimessosi poche ore dopo l’annuncio del sindaco di volersi dimettere. Aprile, in realtà, ha controfirmato l’integrazione all’ordine del giorno presentato da Paparone mercoledì scorso. All’ordine del giorno ci sono le surroghe dei consiglieri che si sono dimessi negli ultimi giorni. Ma anche l’attestazione dell’impossibilità di trovare nuovi “sostituti” tra le fila degli ex 5 Stelle. Una lista di candidati troppo corta quella presentata la scorsa primavera: appena  19 nomi su 24. E così si andrà a “discutere” dell’impossibilità di sostituire gli ex consiglieri Raffaele D’Alise e Stefania Ganino, nonché lo stesso Paparone.

“TUTTA COLPA DEI 5 STELLE” – Quest’ultimo ha così motivato la sua scelta di dire addio all’esperienza quartese: «La responsabilità di questo epilogo infelice per me e per tanti cittadini che hanno creduto nel cambiamento e nel coraggio è da imputare solo al Movimento 5 Stelle che ha dimostrato di fuggire davanti alle responsabilità di amministrare i territori soprattutto quelli difficili come il nostro». Non si esclude che i lavori consiliari possano addirittura “saltare” per mancanza del numero legale. In aula dovrebbero esserci almeno 13 componenti per poter procede. Attualmente sono rimasti virtualmente in carica soltanto 10 consiglieri della maggioranza. Se dalle opposizioni non arriverà alcun “sostegno”, si potrà pronunciare definitivamente la parola fine a questa esperienza amministrativa, sicuramente la più controversa di sempre.

LA CONDANNA DEI NUMERI – La data ufficiale della fine della consiliatura è il prossimo 10 febbraio, quando saranno trascorsi i 20 giorni canonici previsti per rendere effettive le dimissioni presentate da Rosa Capuozzo. Che ha ribadito di non avere alcuna intenzione di ritirarle. Una scelta ovviamente obbligata, visto la mancanza dei numeri a suo sostegno. Un paradosso se di pensa che la maggioranza iniziale era di ben 15 consiglieri su 24, un piccolo esercito poi sbriciolatosi giorno per giorno.