QUARTO – «Circostanza contraria al vero». E’ quanto scrive il sostituto procuratore Stefania Buda negli avvisi di garanzia inviati a due consiglieri comunali, Ferdinando Manzo eletto nel Movimento 5 Stelle e Giovanni Santoro, capogruppo della civica Uniti per Quarto.

L’ACCUSA – Secondo l’ipotesi accusatoria della Procura di Napoli, i due «attestavano falsamente di non trovarsi in alcuna delle condizioni» – previste dal Tuel – «circostanza contraria al vero risultando a loro carico debiti liquidi ed esigibili verso il Comune di Quarto, con relativa iscrizione a ruolo da parte di Equitalia». In altre parole, Manzo e Santoro avrebbero – sempre secondo il sostituto Buda – autocertificato di non avere alcuna pendenza economica nei confronti di via De Nicola. Ed invece avrebbero avuto debiti per alcune migliaia di euro. L’accusa per entrambi è di falsità ideologica commessa in atto pubblico.

CAUSA DI INELEGGIBILITA’ – Ad essere non rispettato l’articolo 60 e seguenti del Testo unico sull’ordinamento degli enti locali, inerenti le cause di ineleggibilità. I fatti risalgono allo scorso 2 luglio, al momento di rilasciare, da parte degli letti, le dichiarazioni sostitutive di certificazione finalizzate all’accettazione della candidatura. Ferdinando Manzo non è più consigliere comunale dallo scorso 31 dicembre, quando si dimise dalla carica. Prima di lui era toccato a Giovanni De Robbio, poi la diaspora “grillina” sarebbe continuata con le dimissioni di Alessandro Nicolais, Stefania Ganino, Raffaele D’Alise, Lucia Imperatore e del presidente del consiglio Lorenzo Paparone.