di Alessandro Napolitano

alluvioni
Gli allagamenti di luglio hanno causato danni anche alle tasche comunali

QUARTO – E’ salito a 135mila euro il valore totale dei danni dovuti alle piogge dello scorso luglio. Ai 105mila euro spesi dalla Regione per la pulizia di vasche di raccolte e canali, sono da aggiungere i 30mila euro che il Comune dovrà versare alla ditta specializzata che si è occupata della rimozione dei detriti nella zona Sud della città, la più colpita.

I DANNI DEL MALTEMPO – Due le forti ondate di maltempo che si abbatterono sulla città, il 22 ed il 27 luglio. A distanza di pochi giorni via Cuccaro, via Picasso, via Imbriani e altre strade furono sommerse da tonnellate di fango. Sceso direttamente dalle colline al confine con il Comune di Napoli e di Marano. Tra le cause principali i canali e le vasche di raccolta delle acque pluviali ostruiti da altri detriti. Un problema noto da tempo e di “competenza” della Regione e quindi del Genio Civile. In pratica, se fosse stata effettuata una maggiore manutenzione ordinaria non ci sarebbero stati così tanti allagamenti. E soprattutto non si sarebbero dovuti spendere ben 135mila euro di soldi pubblici. Ne sarebbero serviti molto meno. Secondo quanto rilevato dai tecnici comunali in occasione di diversi sopralluoghi, molte strade risultarono «da materiale terroso di natura alluvionale che asciugandosi si polverizza al passaggio degli autoveicoli, creando un grave disagio per la salute pubblica».

PULIZIA SUCCESSIVA AGLI ALLAGAMENTI – In via Campana, invece, sono stati necessari lavori per la «pulizia delle caditoie pluviali dove si era verificato «un considerevole ristagno di acque pluviali che ha generato gravi disagi al transito veicolare e pedonale». Questo quanto rilevato dopo le piogge del 22 luglio. Cinque giorni dopo la situazione tornò a ripetersi, con in più anche il distacco di alcuni tombini dovuti alla forte pressione idrica. Trentamila euro, divisi in due pagamenti da 15mila ciascuno, per lavori di somma urgenza. Gli ennesimi dovuti alle stesse cause.