Rita, 85 anni, non può muoversi dal letto di casa

QUARTO – Rita, 85enne di Quarto affetta da un Alzheimer al terzo stadio, da tre mesi aspetta un vaccino che non arriva. Da sette anni allettata, non può lasciare la propria abitazione motivo per il quale le figlie hanno più volte fatto richiesta per la vaccinazione domiciliare. Senza ottenere nulla. Dall’Asl continuano a giungere messaggi di convocazione presso il centro vaccinale Distretto 35 allestito nella chiesa di San Castrese a Quarto. Dove, però, Rita non può arrivarci. Ad ogni chiamata al centro ci sono sempre andate le figlie che hanno presentato la documentazione che attesta il grave stato di salute che ne impedisce la trasportabilità. Di recente si è aggiunta anche una diagnosi di una geriatra dell’Asl Napoli 2 Nord che attesta una “sindrome di immobilizzazione permanente”. Ma niente.

IL CALVARIO – Dopo l’iscrizione alla piattaforma regionale, dove era stato specificato lo stato di “non deambulazione”, per ben 5 volte l’Asl Napoli 2 Nord, attraverso sms e email, ha sempre convocato Rita presso il centro vaccinale. In un’occasione un medico ha anche telefonato a casa chiedendo ai familiari di condurre, con mezzi propri, l’anziana a fare il vaccino. «La mia mamma ad oggi non ha ancora ricevuto la sua dose di vaccino anti Covid nonostante sia stata inserita in piattaforma e convocata per la prima volta il 12 febbraio scorso -racconta Roberta Bellardinelli, la figlia – Nonostante i 5 solleciti in presenza al centro vaccinale di Quarto, nonostante mi sia interfacciata via social e via email con l’Asl Napoli 2 nord più volte, nonostante abbia chiesto al sindaco Quarto di avere informazioni in merito che dopo avermi messo in contatto con una consigliera comunale mi ha detto di rivolgermi all’ASl; nonostante abbia chiesto info al medico curante che nelle sue vesti di Ponzio Pilato ci ha rimandato all’Asl, nessuno ci risponde e ci spiega come mai sono 3 mesi che attendiamo e come mai persone che sono state iscritte in piattaforma dopo il 30 gennaio  abbiano già ricevuto la prima e qualcuno anche la seconda dose di vaccino e la mia mamma attende ancora. Noi figlie (caregiver) siamo esauste, sono oramai 14 mesi che viviamo nella tensione più totale nella paura di contagiarla non potendo osservare con lei la distanza di sicurezza perché al contrario la vicinanza è la sua unica fonte di sicurezza e direi di esistenza. Non posso stare ulteriormente ferma sapendo che rischiamo di più ogni giorno che passa.»