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POZZUOLI/ Volpe, Sebastiano e Morra all’attacco «E’ nata la Giunta del tiriamo a campare»

POZZUOLI/ Volpe, Sebastiano e Morra all’attacco «E’ nata la Giunta del tiriamo a campare»
  • Pubblicato9 Gennaio 2026

POZZUOLI – «La nuova Giunta appena nominata dal sindaco Manzoni conferma, purtroppo, tutte le preoccupazioni che abbiamo espresso in questi mesi. Non c’è alcun cambio di passo, anzi: si sta verificando esattamente ciò che avevamo detto di voler evitare. Le logiche che hanno guidato queste nomine risultano difficili da comprendere e, per molti aspetti, persino peggiorative rispetto al passato. Una spartizione che non risponde ai reali bisogni della città, ma a equilibri interni che nulla hanno a che fare con le urgenze di Pozzuoli. Ma ciò che è accaduto in città nelle ultime settimane ha davvero dell’incredibile. Chi fino a poco tempo fa era pronto a sottoscrivere un atto per lo scioglimento di questa maggioranza, oggi si ritrova improvvisamente tra i più fedeli alleati del sindaco. Un passaggio che non è stato accompagnato da alcun ragionamento politico pubblico, da alcuna spiegazione, da alcuna assunzione di responsabilità verso la città. È un modo di fare politica che alimenta confusione e sfiducia e che conferma l’assenza di una visione chiara.» È quanto dichiarano i consiglieri di opposizione Carlo Morra, Gianluca Sebastiano e Riccardo Volpe che insieme ai “girati” Russo, Cossiga, Pisano, Andreozzi e Pafundi lo scorso 12 dicembre avevano tentato di sciogliere il consiglio comunale.

LA SPARTIZIONE – «Noi, al contrario, – aggiungono i tre – abbiamo posto temi politici chiari e inequivocabili. Per mesi abbiamo ribadito che il problema non era solo il metodo, ma anche la sostanza delle scelte che quel metodo avrebbe prodotto. Abbiamo parlato della necessità di un vero cambio di passo nell’azione amministrativa, di una Giunta rinnovata non solo nei nomi ma soprattutto nel metodo, di una reale partecipazione alle scelte, della condivisione dei programmi, dell’apertura di un confronto serio sui temi strategici per il futuro della città. Avevamo avvertito che perseverare su questa strada avrebbe portato a conseguenze negative e oggi, purtroppo, quei timori trovano conferma. Un cambio di passo nel rapporto con il Governo sul tema del bradisismo, una fase nuova che tenesse finalmente in considerazione il Consiglio comunale per la valorizzazione del Rione Terra, sono solo alcuni esempi concreti delle questioni che abbiamo posto. In queste settimane siamo rimasti volutamente in silenzio, osservando con attenzione ciò che stava accadendo, proprio per verificare se si fosse compreso il senso delle nostre richieste. Il comportamento del sindaco è andato invece in direzione opposta rispetto a quanto avevamo rivendicato. Sei mesi fa siamo stati tra i firmatari di un documento politico che metteva al centro contenuti, visione e metodo. Oggi siamo arrivati a un punto di non ritorno: non possiamo accettare di scendere a un livello di non-discussione che svuota la politica del suo significato più autentico e che rischia di produrre danni seri alla città. Per queste ragioni riteniamo che non ci siano più le condizioni per proseguire, con spirito costruttivo ed entusiasmo, questa esperienza amministrativa. Siamo all’opposizione. Un’opposizione senza sconti, ferma e rigorosa nel controllo dell’azione amministrativa, ma al tempo stesso propositiva. Continueremo a votare tutti quegli atti che saranno coerenti con il documento programmatico sottoscritto, a partire dai temi strategici come il Demanio, ogni volta che andranno nella direzione dell’interesse generale della città. Non ci interessano spartizioni di poltrone, nomine o incarichi. La nostra non è una scelta contro qualcuno, ma una scelta per la città, per il rispetto delle istituzioni e per il futuro della comunità. Continueremo a fare opposizione portando avanti, con chiarezza e determinazione, la nostra visione di città. Ribadiamo inoltre che il campo largo resta per noi la casa politica naturale dentro cui può e deve maturare un vero cambiamento. Ma ciò che è stato costruito in queste settimane dal sindaco Manzoni non è il campo largo: è un’operazione priva di visione, fondata su equilibri contingenti e su scelte che nulla hanno a che fare con un progetto progressista e condiviso per Pozzuoli. Ci assumiamo una responsabilità più grande e più esigente: aprire una fase nuova, confermando la necessità di un nuovo progetto politico. Una fase che non sia fondata su accordi di convenienza, ma su una visione chiara, trasparente e credibile del futuro del territorio.»