Angelo Intignano
Angelo Intignano

POZZUOLI – Il “terremoto” dei giorni scorsi all’interno di Sinistra, Ecologia e Libertà sta continuando ad avere effetti all’interno della sede puteolana del partito. Il “chiassoso” abbandono della riunione dei capigruppo del consigliere Raffaele Visconti, unitamente alla presa di distanza dalle parole di quest’ultimo del suo omologo Michelangelo Luongo, nonché le dimissioni da assessore di Carlo Morra, hanno portato il primo dei non eletti tra le fila di Sel, Angelo Intignano, a lasciare il partito.

Il sindaco di Pozzuoli
Il sindaco di Pozzuoli

LA POLEMICA – Intignano, che nel 2012 per una manciata di voti non riuscì a mettere piede in consiglio comunale, va via sbattendo la porta, decidendo di aderire al Pd e confermando in sostanza la sua vicinanza la sindaco Vincenzo Figliolia. E non usa parole dolci nei confronti del partito nel quale ha militato fino a 24 ore fa, sottolineando come questo sia tornato a farsi sentire, questa l’accusa principale, solamente in occasione del rimpasto in giunta.

“SEL ADDIO” – «Dopo tre anni di buona amministrazione, a Pozzuoli, per motivi tutti personali e non politici, si giunge ad una nuova organizzazione della giunta – spiega l’ex consigliere democratico a Quarto tra il 2007 ed il 2010 – Il buon operato del sindaco è sotto gli occhi di tutti, con Pozzuoli che torna ad essere al centro di finanziamenti e progetti strutturali per la riqualificazione e il rilancio della città. Poiché il sottoscritto, primo dei non eletti nella lista di Sel, come tanti altri candidati che hanno contribuito al buon risultato elettorale, non ha potuto partecipare ad alcuna discussione collettiva e politica per l’individuazione di un nuovo assessore, in un partito, quello di Sel Pozzuoli, ricomparso all’improvviso solo per dare un nome nuovo, e ringraziando comunque il buon operato dell’ex assessore Carlo Morra, ritiene di aver esaurito il proprio impegno politico all’interno di Sel e di non voler per questo rinunciare a dare il proprio contributo alla politica locale, ma anzi di voler intraprendere un percorso all’interno del Partito Democratico sempre restando coerente ai valori della sinistra riformista a sostegno dell’ottimo lavoro di Figliolia».