POZZUOLI – Il dopo Figliolia è praticamente alle porte. Ma il sindaco, che tra un anno lascia la poltrona, punta i piedi nella riunione della maggioranza. Perché fa intendere che anche questa volta il nome del candidato del centrosinistra deve farlo lui. Come con Mobilio alle regionali del 21 e come con la Martusciello nel 2008. Un imbarazzo tra i partecipanti davanti alle parole poco concilianti del primo cittadino che dopo 20 anni e due consiliature consecutive (che non gli consentono la ricandidatura a sindaco) non ha intenzione di “passare la mano” e decide di andare allo scontro armato con tutti. A un anno (circa) dalle amministrative i capigruppo hanno chiesto cosa succederà. E forse, infastidito, o turbato da qualcosa Figliolia ha tirato fuori le unghie. E ha chiarito. “Il nome lo devo fare io“. Il punto è che i precedenti non depongono a favore del sindaco uscente, visti i risultati del 2008 e del 2020.

LO SCONTRO – Nel frattempo le coalizioni avversarie si stanno preparando con largo anticipo. Dunque: Figliolia in pratica stoppa gli altri che pensano a candidarsi (da Manzoni a Morra, da Cossiga ad Amirante giusto per citarne qualcuno) e rilancia il solito “candidato figlioliano”, se così si può dire, da tirar fuori all’ultimo secondo. Ma si sa come sia complicato estendere i propri consensi sugli altri. Ma le lezioni del passate non aiutano. Ma i toni usati nella riunione dell’altro giorno inquietano il resto dell’ambiziosa maggioranza presente al tavolo.

IL FUTURO – Perchè Figliolia batte i pugni sul tavolo? Il motivo è anche legato al suo futuro. Da giugno 2022 lo attende un sicuro posto in consiglio comunale. Ma da ex sindaco lo aspetta un ruolo comunque di secondo o terzo piano. In ogni caso, Pozzuoli diventerà presto un caso: perché il Pd non può permettersi di correre il rischio di perdere una delle sue poche roccaforti in Campania. Ed è evidente che la strategia di Figliolia già sta imbarazzando i leader democrat della Regione. Perchè nessuno vuole perdere l’esperienza di Vincenzo, ma considerano al capolinea la sua avventura amministrativa in città. Dopo 20 anni guardano a una nuova leadership.