Monumento Spike (5)
Delia Spinazzola e Procolo Grieco, padroni di Spike

di Violetta Luongo
POZZUOLI
– Lo chiamano “mostro” e non potrebbero fare diversamente Delia Spinazzola e Procolo Grieco quando parlano del carnefice del loro cane e ancora si chiedono, con le lacrime agli occhi, perché il loro amico a quattro zampe, Spike, fu brutalmente torturato, massacrato e bruciato vivo. «Tutti gli volevano bene, era il cane dei bambini, li accompagnava a scuola – raccontano e ricordano commossi i due anziani padroni – era docile, buono, allegro e giocherellone. Quel maledetto giorno Spike uscì di casa alle 8 del mattino e non fece mai più ritorno, conserviamo ancora negli occhi impresso il suo musetto». Non riescono a trattenere le lacrime i due coniugi di Rione Toiano nel giorno dell’inaugurazione del monumento dedicato al loro cane massacrato lo scorso luglio.

Monumento Spike (13)
Una sagoma di ferro per Spike

UN MONUMENTO DI FERRO ZINCATO – Un folto gruppo di persone, tra amanti degli animali, associazioni zoofile e anche vari cani, allo svelamento della piccola statua, una sagoma di cane in ferro zincato con alla base una frase di Victor Hugo. Un segno, un simbolo, che faccia da monito per evitare che possa riaccadere tali violenze sugli animali, come detto dall’assessore all’Ambiente, Franco Cammino che ha sottolineato: «Il nostro è un segnale per ricordare che le associazioni non sono sole a combattere contro chi commette violenza, è la prima volta in Campania che venga inaugurato un monumento ad un cane, vuole essere da esempio per far sì che tali atrocità non succedano più. La piccola statua, posta nel luogo della morta di Spike, sarà illuminata anche di notte così da fungere da simbolico faro».

SVELTIRE LA LEGGE – Tanta la solidarietà e la vicinanza ai padroni di Spike anche a distanza di mesi. «Speriamo che il colpevole abbia una pena esemplare. La nostra triste vicenda deve essere un modo per far sveltire la legge che regola gli abusi sugli animali, troppa lenta e stagnante»,  conclude Rosaria Grieco.

LE FOTO (di Angelo Greco)

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