di Violetta Luongo

Foto Maria Di Razza(1)
La regista puteolana Maria Di Razza

POZZUOLI – Guardarsi allo specchio e non piacersi, sognare una bocca grande o un naso piccolo e decidere di affidarsi alla chirurgia plastica, prima un ritocco, poi un altro fino ad entrare in un vortice che ti inghiotte e diventare altro da sé. Perdere gli affetti cari per rincorrere una futile e breve vanità. Su questo fil rouge si è mossa la regista Maria Di Razza per il suo cortometraggio “Facing off” che ha partecipato al Festival di Cannes 2014 allo Short Film Corner. Anteprima italiana venerdì 7 novembre, alle ore 21.00, al cinema La Perla di Napoli, e la proiezione di Frammenti d’amore, una selezione dei diversi contributi che andranno a comporre il secondo film partecipato della marechiarofilm, “Oggi insieme domani anche”, ideato da Antonietta De Lillo e attualmente in fase di montaggio. L’ingresso è libero.

 

UN CORTO DALLA DOPPIA VALENZA – La filmmaker puteolana, dopo aver sbancato a quasi tutti i festival nazionali e internazionali con il suo primo corto animato “Forbici” selezionato in 65 festival, ci riprova. «La riflessione sull’uso, ed abuso, della chirurgia estetica parte da un’autocritica: da ragazza – spiega la Di Razza – ho pensato anch’io a “limare” il mio naso dantesco o a “gonfiare” il mio piccolo seno. Sono contenta, ora, di non averlo fatto: la mia vita non sarebbe stata certamente migliore. Fare questo corto per me è stato un modo di invitare tutti noi ad accettare i nostri piccoli e grandi difetti, a vedere la bellezza che, in tutte le sue sfumature, è dentro di noi».

 

Cattura
Un frame del corto di Maria Di Razza

UN OMAGGIO AL GRANDE CINEMA – Un corto che vuole essere anche un omaggio al mondo del cinema da cui è attratta la Di Razza e che la accompagna da sempre. Richiami ai celebri film di Zemeckis “La morte ti fa bella”, a David Lynch e al suo “The Elephant man”, in cui lo stesso medico (interpretato da un giovane Anthony Hopkins) che si prende cura dell’”uomo elefante” viene ripreso nel nome e nelle fattezze nel chirurgo di Facing off e poi non mancano citazioni agli “Uccelli” di Hitchcock, nonché presenti le locandine e manifesti che ricordano il regista Wyler con il suo “Vacanze Romane”, “Frankenstein Junior” di Mel Brooks, “Face off” di Woo e “Il Diavolo veste Prada” di Frankel, film che in un modo o nell’altro trattano la tematica estetica. La musica intensa accompagna lo svolgere dell’azione e incalza il finale agrodolce.

 

UNA NUOVA AVENTURA – Laureata in matematica e informatica di professione, Maria Di Razza coltiva da sempre la passione per il cinema. Nel 2007 frequenta un corso di regia presso la scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli e nello stesso anno dirige “Ipazia”, un cortometraggio sulla figura dell’unica donna scienziata dell’antichità. Nel 2012 realizza il premiatissimo cortometraggio di animazione “Forbici” sul tema del femminicidio, vincitore di 8 premi e menzione speciale ai Nastri d’Argento 2014. Un anno di lavoro in cui attraverso l’animazione punta il dito su una moda sempre più invadente e distruttiva, quella della chirurgia estetica a cui donne giovanissime aspirano per emulare le soubrette delle riviste patinate e le star della tv, visi tutti uguali ed inespressivi e corpi da barbie a cui la stessa Anna Magnani guardava con terrore e al suo truccatore che voleva coprirle le rughe con il cerone disse: «Lasciamele tutte, non me ne togliere nemmeno una, che ci ho messo una vita a farmele». Facing off è già stato selezionato in 5 festival internazionali: in Messico, in Perù, in Spagna a Napoli e in Uganda. Speranzosa la Di Razza di raggiungere e, perché no, di superare il successo di “Forbici” ma per scaramanzia non si esprime ma nella voce già si sente l’entusiasmo e l’attesa per questa nuova avventura cinematografica.