POZZUOLI – Nella tradizione partenopea “i panni stesi” rappresentano il simbolo e la manifestazione di un’identità collettiva, un’espressione artistica che colora i vicoli di macchie variopinte, quasi come un dipinto impressionista. Ciascuno addobba il proprio balcone in base ad una diversa tecnica personalizzata e rispondente alle proprie esigenze. Probabilmente di sangue napoletano sono anche i simpatici turisti che, transitando per Pozzuoli e sostando per un paio di giorni a Viale Capomazza con la propria roulotte, hanno pensato bene di stendere il proprio bucato lungo la ringhiera del belvedere che affaccia sull’antico collegio musicale dei flautisti e dei percussionisti (tibicines et scabillarii).

LO SPETTACOLO – Tali splendide rovine, in realtà, corrispondono – come ci riferisce il professor Modesto Caruso – all’antico teatro di Puteoli, mai ufficialmente ritrovato, che ospitava, al suo interno, anche la rappresentanza di queste corporazioni, in quanto esse animavano le rappresentazioni. Il sito, riqualificato da un privato, attualmente è sotto la responsabilità e la gestione ordinaria e straordinaria del comune di Pozzuoli che da anni non ha mai effettuato alcun intervento nell’area. Singolare lo spettacolo che si è presentato agli occhi di chi ieri mattina percorreva viale Capomazza o l’adiacente Via Marconi. Il bucato dei turisti con probabili antenati locali, era perfettamente sistemato a partire dall’ultimo gradino della scalinata e fino alla ringhiera di colore verde che era stata prontamente legata all’altro capo con un filo per il bucato. “Facere de necessitate virtutem” recita un antico proverbio, ed in effetti come negare una tale capacità di adattamento?!