immigrati_02POZZUOLI – Alfonso De Martino e la moglie Rosa Carnevale sono liberi. Nei confronti dei coniugi, arrestati il 23 maggio scorso in quanto accusati di aver intascato soldi destinati agli immigrati, il Gip del Tribunale di Napoli ha revocato la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari. I due furono arrestati dalla Guardia di Finanza perchè accusati di concorso in truffa aggravata, associazione a delinquere e peculato. Secondo l’accusa facevano soldi sfruttando l’emergenza dei migranti grazie ad una cooperativa di assistenza grazie a false fatture relative a prestazioni assistenziali mai avvenute attestando falsamente la presenza dei migranti presso le strutture di accoglienza e fornendo a quelli realmente ospitati vitto, alloggio e vestiti in modo saltuario ed in misura inferiore rispetto al contratto sottoscritto con la Regione Campania.

de-martino-elezioni-pozzuoli-verdiIL BUSINESS – Un affare realizzato lucrando sull’emergenza immigrati e sui fondi messi a disposizione dalla Regione Campania per l’accoglienza di quanti fuggono dal nord Africa. Secondo l’accusa, con i soldi destinati all’accoglienza dei migranti De Martino e moglie avevano acquistato un immobile a Milano del valore di 152mila euro, una società di schede per ricariche telefoniche costata 733 mila euro, preso in fitto un bar nel centro storico di Pozzuoli costato 15 mila euro, comprato sempre a Pozzuoli un immobile da 100 mila euro, e si sarebbero appropriati di 130mila euro in contanti e di 345mila euro attraverso fatture per operazioni inesistenti.

UDIENZA A FINE MESE – L’associazione – di cui De Martino era presidente – percepiva 40 euro al giorno per ciascun immigrato proveniente dal Nord Africa: la convenzione prevedeva la fornitura di vitto e alloggio e altri servizi. Gli indagati avrebbero anche fatto risultare falsamente di aver ospitato parte dei migranti per i quali percepivano le somme. Soldi erogati alla onlus di Giugliano per l’assistenza agli immigrati africani sono stati utilizzati anche per l’acquisto di biglietti per la partita Napoli-Chelsea di Champions League nel 2012. Si tratta di 37 biglietti per complessivi 5.720 euro. È quanto emerse dall’inchiesta della Procura di Napoli sugli illeciti nell’assistenza ai migranti. Dalle indagini è venuto alla luce anche il sistema della false fatturazioni per giustificare i costi dell’assistenza: alcune attestavano spese «esorbitanti» per l’acquisto di frutti di mare.  L’inchiesta e’ comunque ancora nel vivo anche se a fine mese è prevista l’udienza preliminare.