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Tangenziale che collega Pozzuoli a Napoli

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
Puntuale come sempre, allo scadere del 31 dicembre, con l’arrivo del nuovo anno, arriva anche l’aumento della Tangenziale. Raggiungere da Pozzuoli Napoli, o viceversa, costerà 1 euro, quindi 1,89% in più. Ad annunciare il possibile rincaro è lo stesso ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi.  L’A56, questo il numero di riconoscimento stradale della Tangenziale di Napoli, è l’asse di attraversamento unico della città partenopea. Il raccordo lungo circa 20 chilometri, registra ogni giorno ben 270.000 attraversamenti, con un introito annuo di circa 80 milioni.

PEDAGGIO DOVEVA DURARE FINO AL 2001 – In origine il pedaggio sarebbe dovuto servire a ripagarne le spese di costruzione, finanziate con capitale interamente privato. L’accordo con l’Anas ne prevedeva la permanenza fino al 2001. L’accordo è scaduto ma il “biglietto” è rimasto in vita senza motivazioni ufficiali  per 7 anni, dal 2001 al 2008, anno in cui è stato firmato un nuovo accordo. «Questo potrebbe significare nella storica tradizione delle gestione di Paolo Cirino Pomicino che ha ottenuto il maggiori aumenti della storia della tratta stradale – spiegano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della radiazza combattono contro l’ingiusto pedaggio – che ci sarà il solito arrotondamento in eccesso portando il costo del pedaggio dagli attuali 0’95 centesimi ad 1 euro tondo dal 1 gennaio 2015. E’ bene ricordare a tutti che dall’introduzione dell’euro ad oggi l’aumento del biglietto è stato del 67%. Per questo abbiamo incaricato l’Avv. Angelo Pisani di diffidare l’amministratore e il presidente dell’azienda di effettuare il nuovo aumento. Inoltre vogliamo fare causa per ottenere indietro tutti i soldi ingiustamente sottratti ai napoletani».

SARA’ BATTAGLIA – Promettono proteste il movimento dei Consumatori. «Daremo battaglia contro questo nuovo balzello – annuncia l’Avv. Angelo Pisani – perché ingiusto e iniquo. Inoltre stiamo preparando una manifestazione pubblica di protesta se Pomicino porterà avanti l’aumento anche andando a Roma dove vive e gestisce l’azienda lo storico politico democristiano».