POZZUOLI – Il giorno dopo la grande paura nel supermercato Decò di Monterusciello si cerca di sdrammatizzare. A raccontare quei momenti di terrore è la giovane cassiera, vera vittima della rapina, ancora sotto shock «Ho preso il cellulare, l’ho messo in tasca e sono scappata. Lui non riusciva ad aprire la cassa e mi ha detto: arap ca t spar n’cap. E’ stato brutto, stanotte non ho chiuso occhio». Stesse minacce i rapinatori le hanno rivolte a un giovane immigrato che in quel momento si trovava alla cassa insieme a un’anziana che stava pagando la spesa. A loro i rapinatori hanno puntato le pistole in faccia, mentre un terzo complice faceva da palo all’ingresso. Il bottino è di quattrocento euro, quasi tutte monete.

IL RACCONTO – «Improvvisamente ho sentito urlare “non vi muovete”. -racconta la cassiera – In due si sono avvicinati a me mentre un terzo è rimasto vicino alla porta. Io appena li ho visti sono scappata e lui puntandomi la pistola mi ha detto “Arap a cassa ca t spar n’cap”. Tremavo ed ero terrorizzata mentre lui forzava la cassa. Poi è riuscito a staccarla e sono scappati».

L’IDENTIKIT – Intanto a 24 ore dal raid si iniziano a delineare gli identikit della banda composta da giovani con chiaro accento puteolano, corporatura piccola: in particolare c’era uno molto magro, mentre il “palo” era il più altro dei tre. La sensazione è che ad agire siano stati poco più che ragazzini. Armi in pugno, passamontagna e giubbotti K-Way sono poi scappati tutti in sella a un motorino. In tre su un motorino non possono andare lontani: questo un altro indizio che farebbe ipotizzare una certa “vicinanza” dei rapinatori al supermercato rapinato, forse una banda proveniente dallo stesso quartiere.