Cattura
Dal sito archeologico di Pozzuoli si scopre la guida del casinò online

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
Il patrimonio archeologico e artistico, come si sa, è ricchissimo, la città, nonché tutti i Campi Flegrei, potrebbero vivere di solo turismo. Siti e luoghi da far invidia al mondo intero, come fu detto dallo stesso ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini durante la visita al Rione Terra. Ma purtroppo spesso questi sono lasciati all’incuria, all’abbandono o anche chiusi da serrati cancelli. Uno eterno scaricabarile tra Comune, Regione e Sovrintendenza non fa che peggiorare la situazione.

SITO ARCHEOLOGICO MA SUL POKER – Alla mancanza di valorizzazione si affianca anche una scarsità di infopoint turistici a cui affidarsi per avere maggiori ragguagli per visite o gite, alla loro assenza va in soccorso il web. Internet è subito pronto a soddisfare ogni dubbio, ogni curiosità di chi è alla ricerca di informazioni, basta un click. Ma anche in questo caso la sorte non è dalla parte della città puteolana. Infatti quando un visitatore, ignaro delle bellezze flegree,  decide di saperne di più così da organizzare una bella gita fuoriporta, cliccando sul sito “Archeologico di Pozzuoli”, alla voce “visite tematiche e tematismi” l’internauta invece di “esplorare alcuni itinerari tematici trasversali creati tra gli oggetti dei diversi siti culturali del circuito napolibeniculturali.it” si troverà davanti alla guida dei migliori casinò online. Una intera pagina web, o meglio un sito quasi in subappalto, dedicato al poker, alla briscola, con tanto di video, alla slot machine, alle roulette, al black jack e addirittura ai gratta e vinci. Il tutto con l’intestazione di “Campania beni culturali.it”.

Cattura
Sul MiBact non si menziona Pozzuoli

SUL SITO UFFICIALE MANCA POZZUOLI – La cosa interessante è che nel sito ufficiale della MiBact (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania) Pozzuoli non compare proprio, tra Napoli, Caserta, Nisida, Bacoli, l’unica assente è proprio la città puteolana. Se poi la ricerca si fa più minuziosa inserendo “Pozzuoli” come parola chiave due soli saranno i risultati raggiunti uno che parla dei Parchi sommersi di Baia e della Gaiola e l’altro del palazzo Marigliano di Napoli con “Libro corale pergamenaceo della Cattedrale di Pozzuoli. (XVI secolo)”. Una dimenticanza imperdonabile, con tutto il patrimonio che ha da offrire cadere così nell’oblio del web. Non c’è da stupirsi che il turismo arranca e i siti archeologici non sono valorizzati come meritano.