POZZUOLI – Un deposito per la raccolta e lo stoccaggio di rifiuti speciali provenienti dalla demolizione edile è stato scoperto a ridosso del lago Lucrino dai finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Baia -diretti dal Tenente Adelchi Vigile. Nei guai sono finiti Emanuele, Francesco e Michele Procope di Pozzuoli (padre e due figli) e una quarta persona residente a Villa di Briano. Nei loro confronti il Gip del Tribunale di Napoli ha applicato 4 misure cautelari che prevedono il divieto di dimora nei comuni di residenza e la misura interdittiva per la durata di 10 mesi del divieto di esercizio dell’attività di scarico o carico di rifiuti e di attività d’impresa e di uffici direttivi in società operanti nel settore dei rifiuti. Inoltre sono stati sequestrati 3 autocarri alla ditta edile di Pozzuoli e le quote societarie all’azienda di Castel Volturno che gestisce l’impianto di trattamento rifiuti.

L’INDAGINE – Le quattro misure cautelari personali sono scattare in seguito a un’indagine condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Nei confronti dei tre puteolani e del titolare della ditta di Villa di Briano sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza per traffico illecito di rifiuti speciali non pericolosi, principalmente detriti e macerie provenienti da demolizioni edili, terre e rocce da scavo. In particolare, le Fiamme Gialle della Tenenza di Baia hanno scoperto quanto avveniva a Lucrino dove ogni giorno, nel terreno nei pressi del lago, veniva sversato materiale di risulta da operai edili provenienti da Pozzuoli e dalle zone limitrofe. Il tutto, con frequenza quasi giornaliera, veniva poi trasferito a Castel Volturno senza il rispetto delle minime norme sui controlli e la tracciabilità dei rifiuti. Coinvolto anche, nello smaltimento illecito, il gestore di un impianto per il trattamento di tali materiali di risulta, che rappresentava il punto d’arrivo del traffico di rifiuti.