di Gennaro Del Giudice

via solfataraPOZZUOLI – Automobilisti incivili, residenti esasperati, una rissa sfiorata e la tensione che sale in via Solfatara, ormai “terra di nessuno”. Lungo questa strada criticità e pericoli per l’incolumità di automobilisti e motociclisti sono all’ordine del giorno. La sosta selvaggia delle vetture toglie la visuale a coloro che escono dalle traverse creando situazioni di pericolo per la circolazione stradale. In alcuni casi i veicoli vengono parcheggiati perfino all’ingresso, impedendo l’uscita dei mezzi. Motivo per il quale due giorni fa due automobilisti e alcuni residenti del luogo stavano venendo alle mani. Residenti che ormai hanno dichiarato “guerra” agli incivili anche attraverso una raccolta firme da presentare al comune di Pozzuoli per chiedere maggiori controlli da parte della Polizia Municipale.

 

RESIDENTI ESASPERATI – «Perché Via Napoli, Arco Felice e centro storico si, e la Solfatara no?» si chiedono i residenti che rivendicano una presenza costante dei caschi bianchi, in particolare durante i giorni della settimana. Una situazione che interessa le circa 200 famiglie che vivono nei parchi Di Bonito e D’Isanto, quotidianamente costretti a fare i conti con la presenza di mezzi in sosta selvaggia lungo i margini della strada durante l’intero arco della giornata, in particolare dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio (complici anche gli ingorghi all’incrocio del ponte Copin), rendendo particolarmente problematico il transito delle vetture, in particolare per quelle in uscita dai parchi, a cui viene tolta la visuale. Spesso chi esce dalle traverse di via Solfatara è costretto a scendere dalla propria vettura per sincerarsi che nessuno stia percorrendo la strada principale. «E adesso che riapriranno scuole e uffici sarà una tragedia – racconta Luca, residente della zona – ma la cosa che ci chiediamo è perché lungo una strada tanto importante, di collegamento tra Pozzuoli e Napoli, dove transitano migliaia di auto, venga consentito tutto questo. Perché i vigili non ci sono?».