POZZUOLI – Raffaele Carandente Coscia è rientrato nella sua abitazione, in via Saba, a Monterusciello. Dopo lo sgombero ordinato dal Comune di Pozzuoli, stamattina l’uomo ha fatto finalmente ritorno nell’alloggio popolare, di cui è legittimo assegnatario. La famiglia, che abusivamente si era impossessata delle ‘quattro mura’, è andata via nella serata di ieri dopo ore di tensione e polemiche. Con gli occhi lucidi e il viso stravolto dalle emozioni, Raffaele ha varcato la soglia dell’uscio per ritrovarsi, però, dinanzi a una casa completamente vuota. Via tutti gli elettrodomestici, i letti, il tavolo e le sedie. Sradicata anche la caldaia dalla parete. Parte di questi oggetti potrà essere recuperata presso gli uffici comunali che si sono occupati dello sgombero. Altri, probabilmente, sono andati persi.

LA PIAGA DELLE OCCUPAZIONI ABUSIVE – Quello di ieri è solo uno dei 32 sgomberi ordinati dal Municipio di via Tito Livio. Al momento tre sono già stati eseguiti e ventinove dovranno essere organizzati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Gli abusivi sostengono di essere stati costretti ad assaltare gli alloggi per la mancanza di una graduatoria per l’assegnazione delle case degli enti pubblici. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, ha, però, replicato a tali affermazioni: «Noi abbiamo un elenco pubblico e in base a quello stiamo dando un tetto a chi ne ha bisogno». Al fianco di Raffaele, anche questa mattina, c’era l’avvocato Teresa Liguori che lo rappresenta: «Il comportamento degli occupanti rafforza ancor più in me la convinzione che queste persone si sentono legittimate a violare la legge italiana. E non solo: non riconoscono alle forze dell’ordine un autorità tale da fermare le loro azioni. Tutto ciò è grave».