Anna Maria MolinoPOZZUOLI – Mentre i genitori si precipitavano verso le scuole della zona alta di Pozzuoli dove i figli, in via precauzionale, venivano fatti uscire dalle aule e portati nei cortili, c’era chi rimaneva in casa vivendo quello sciame sismico come “routine” in una città dove in tanti hanno convissuto per anni con il fenomeno del bradisismo. E’ il caso della signora Anna Maria Molino, che vive a un passo dall’epicentro di ieri mattina, in via Solfatara. Appena avvertita la prima scossa, alle 9.20, è rimasta nella sua abitazione senza batter ciglio e alle 10.13, quando l’Osservatorio Vesuviano ha registrato il fenomeno di maggiore intensità Anna Maria ha saputo dire con esattezza il grado.

IL RACCONTO – «Questa è una scossa di 3-4 gradi della scala Mercalli che oggi equivale a due gradi e mezzo della scala Richter» riferendosi alla scossa ha terminato una serie di 31 eventi segnalati dai sismografi. «Ho vissuto il bradisismo 30 anni fa e appena ho sentito la prima scossa ho subito pensato: ecco, questo è bradisismo. Me ne sono accorta subito perché si sente prima un boato, poi un movimento sotto ai piedi come se ci fosse del vuoto – racconta Anna Maria – Comunque tutto sommato siamo tranquilli perché queste scosse non ci hanno mai scalfito. In tutta la mia vita di scosse come questa ne avrò sentite a centinaia».

IL BOATO – Gli fa eco Rosanna, residente al parco Cuma «Appena abbiamo iniziato ad avvertire le scosse siamo rimasti in casa, ma la cosa che più ci ha colpiti è stata l’intensità che andava aumentando. Praticamente ogni scossa era più forte della precedente. Abbiamo visto vibrare i vetri, non i lampadari, poi si è sentito come un boato».