di Gennaro Del Giudice

white chill out
Il nuovo White Chill Out di Arco Felice

POZZUOLI – Il destino ha voluto che l’arresto di Antonio Ruggiero, il 26enne che condusse gli attentati incendiari ai danni dei due “White Chill Out” di proprietà della famiglia Scamardella coincidesse proprio con la riapertura del lounge bar di Arco Felice, il locale completamente distrutto dalle fiamme lo scorso 1 luglio. Uno scherzo del destino a cui Salvatore Scamardella e i figli Daniele, Dylan e Nicola sorridono dopo i tragici momenti vissuti quella maledetta notte di inizio estate quando in fumo andarono sacrifici e oltre 100mila euro tra arredi e strutture. Quattro mesi vissuti tra misteri e domande: perchè in appene 28 giorni una mano incendiaria colpì prima il ristorante di via Matteotti a via Napoli (incendiando il tendone della saletta esterna) e poi il White Chill Out di Arco Felice (completamente distrutto dalle fiamme nella notte del 1 luglio)? E proprio durante il secondo raid le telecamere ripresero due uomini muoversi a bordo di una moto in via Miliscola e cospargere con una tanica di benzina il locale. Perché tanto accanimento nei confronti di quella famiglia?

 

CACCIA AL MOVENTE – Per ora movente ed eventuale mandante restano ancora oscuri, le risposte potrebbero arrivare dagli interrogatori a cui sarà sottoposto Antonio Ruggiero, l’attentatore arrestato giovedì mattina dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli diretti dal capitano Elio Norino e dai poliziotti del locale commissariato diretti dal vicequestore Pasquale Toscano in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica. «Ci preme ringraziare in particolar modo i carabinieri e la polizia che in poco tempo hanno consegnato alla Giustizia il responsabile degli incendi ai nostri due locali – racconta Nicola Scamardella che gestisce insieme al padre Salvatore il ristorante di via Napoli e il lounge bar di Arco Felice – grazie a loro in questo periodo, che per noi è stato molto difficile, non ci siamo mai sentiti soli e oggi sapere che chi ha commesso quel vile gesto è stato arrestato è per noi motivo di soddisfazione. Ancora ci chiediamo come mai una persona abbia potuto agire in quella maniera nei nostri confronti, ci siamo posti tanti interrogativi ma senza ottenere una risposta nè sul movente né su un eventuale mandante. L’importante adesso è ripartire, oggi finalmente riapriremo il locale ad Arco Felice dopo tanta sofferenza ed enormi sacrifici».